Casini si candida a Bologna col Pd? Vedi che roba?”. Con questa battuta e una sonora risata l’ex segretario Pd, Pier Luigi Bersani, ospite di Dimartedì (La7), commenta la candidatura di Pier Ferdinando Casini col suo vecchio partito. “Che il Pd sia per compattare il centrosinistra è abbastanza curioso” – continua l’esponente di Liberi e Uguali – “stiamo ai fatti, o, come si suol dire, alle uova del giorno. Stiamo andano a votare con una legge elettorale che il Pd ha fatto con la destra. Mica l’ha fatta con noi. Nel Pd è stata liquidata buona parte di quelli che parlavano di centrosinistra. Il Pd candida in Sicilia i sodali di Cuffaro e di Lombardo, in Lombardia il braccio destro di Formigoni, nel cuore dell’Emilia Romagna la Lorenzin e Casini. Tutta gente che, quando pensa al centrosinistra, lo farebbe con Berlusconi, non pensa mica di farlo con me”. E aggiunge: “Bisogna capire che la spaccatura è nel popolo di centrosinistra. Il popolo che voterà noi, tanto o poco che sia, non vota quelli lì. L’istinto del Pd a traino renziano è quello di andare con Berlusconi. Naturalmente noi con Berlusconi non ci andiamo. Punto. Noi non andiamo con nessuno che non sia disposto seriamente a ragionare di lavoro, di sanità, di progressività fiscale. Il Pd? Ha tirato la volata alla destra” – continua – “E non sto neanche alludendo al Patto del Nazareno, all’Italicum e al Rosatellum, fatti insieme con Berlusconi. Ma quando un cosiddetto centrosinistra parla di ‘meno tasse’ senza dire perché e per chi, ti stupisce poi che Berlusconi voglia la ‘tassa piatta’? Io feci battaglie contro l’uso del contante. A Pechino e in Svezia non lo usano più. Renzi ha alzato il tetto dell’uso del contante da mille a 3mila euro. Berlusconi lo vuole aumentare a 5mila. Salvini dice: ‘Senza limiti’. Va bene. Ciao. Ciao Cina, ciao Svezia”. Battuta finale sulle riforme renziane: “Io mi riferisco ad altre riforme, altrimenti chiamiamo riforme anche quelle fatte a rovescio. In realtà, il tema che sento di più drammaticamente è quello della precarietà del lavoro. Chi affronta sul serio questo problema, noi, M5S o la destra, afferra un pezzo di futuro di questo Paese. Il mio sogno è che possa riprendere fiato una grande area progressista con un baricentro forte”