L’Arabia Saudita apre alle donne alla guida. E la rivoluzione culturale diventa opportunità. A Dubai, la compagnia di trasporti Careem è alla ricerca di migliaia di “female driver”: “Sin dall’inizio abbiamo manifestato la volontà di aprire la nostra piattaforma al lavoro femminile. Abbiamo già avviato i programmi di training per arruolare le “Captainahs“.

La rivoluzione avviata dal decreto del re Salman Bin Abdul Aziz Al Saud è destinata ad avere un impatto sociale ed economico. La patente si appresta a diventare un biglietto di ingresso nel mondo del lavoro in un paese in cui il trasporto privato ha trovato un mercato fertile. Non è azzardato ipotizzare che la svolta avrà effetti tangibili in termini di occupazione, accompagnando anche la rivoluzione rosa. Le donne che si siederanno al volante sanno già qual è il lavoro che le attende. In Arabia Saudita, le donne costituiscono il 70% della clientela di Careem e la responsabile della Comunicazione precisa: “Abbiamo varato un processo di reclutamento estremamente rigido, vogliamo garantire sicurezza ed alta qualità del servizio che offriamo attraverso la nostra piattaforma”.

Si comincia inviando la propria candidatura online, si entra in un programma di traning ad ampio raggio: si parla di pratiche di customer care, bisogna conoscere il sistema Careem e le norme, con particolare attenzione al codice della strada locale. Prima di arruolare una “female driver” vengono esaminati i documenti personali, controllando anche il “security record” presso le agenzie governative. Infine viene esaminato anche il veicolo della candidata.