Un cartellone di almeno un metro per due, affisso in uno studio medico di Savona, con i consigli su come “guarire” dall’omosessualità, rivolgendosi a una comunità terapeutica di Brescia, il Gruppo Lot. A fianco il retro-copertina del volume di Luca Di Tolve, “Ero gay”. Il responsabile, Fabio Vaccaro, medico di famiglia di 64 anni, rivendica la sua scelta. “Omosessuali si diventa per dinamiche familiari ed è giusto aiutare queste persone a diventare uomo e donna”, ha sostenuto parlando a Il Secolo XIX. “Come affiggo depliant per la cura dell’Alzheimer e del diabete, lo faccio anche per le terapie dedicate a chi soffre di disagio legato all’identità sessuale”, ha aggiunto Vaccaro. Frasi che hanno portato l’Arcigay di Savona ha presentare un esposto all’Ordine dei medici chiedendo provvedimenti disciplinari.

“Luca era gay. Ma grazie a un percorso di conversione, su base religiosa e psicologica, si è riappropriato della sua mascolinità ed eterosessualità“, si legge nel manifesto affisso nello studio, come riporta Il Secolo XIX. “La crisi della famiglia è il trampolino di lancio per l’omosessualità – ha detto il medico al quotidiano ligure – e il gay è destinato a una insoddisfazione con disagi psichici che vanno curati perché creano dolore”. Per il presidente di Arcigay di Savona, Mirko Principato, “è aberrante che un dottore faccia propaganda a queste realtà e sostenga tali teorie all’interno di uno studio medico”.

Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, sottolinea “l’aggravante” di associare l’omosessualità a malattie come Alzheimer e diabete. “Su questo pretendiamo un’azione esemplare dell’Ordine dei medici, che sanzioni questa sciocchezza come tutte le altre notizie false che voglio generare allarme nella popolazione”. “Si tratta di persone – prosegue Piazzoni – che tentano di convincere altre persone, clinicamente sane, di essere affette invece da patologia, per poi lucrare sulla fantomatica ‘cura’”. “Questo è un raggiro che si compie sulla pelle delle persone più fragili, infierendo sulle loro insicurezze e costringendole a reprimere i propri istinti e i propri sentimenti”, conclude il segretario Arcigay.

Il consiglio dell’Ordine dei medici, che presto si riunirà per valutare il caso, potrebbe decidere di aprire una sorta di processo che, dopo avere audito il collega, potrebbe portare fino alla radiazione. Per il dottor Vaccaro però, tutto ciò è inspiegabile: “L’omosessualità era inserita tra le patologie dall’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità – ha detto sempre a Il Secolo XIX – poi, anche a fronte dell’attività delle lobby gay, rappresentate da personaggi dello spettacolo e del mondo della moda di potere, è stata depennata”. In realtà l’Oms ha da tempo tolto l’omosessualità dall’elenco delle malattie dell’uomo perché è stata scientificamente definita una variante naturale del comportamento umano.

Il Gruppo Lot che viene consigliato dal medico savonese parla invece ancora esplicitamente di “processo di guarigione” riguardo all’omosessualità. Il suo direttore Di Tolve racconta nel suo libro autobiografico di aver vissuto “ogni esperienza di trasgressione che in quel mondo si possa incontrare, tra sesso, lussuria, potere e gironi infernali”, prima di intraprendere “un percorso di conversione, su base psicologica e religiosa”, che lo ha aiutato “a scoprire e a sanare le ferite di tanti anni prima, fino a riappropriarsi della sua identità sessuale”.

 

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