Negli ultimi tre giorni più di 160 migranti sono morti annegati nel mar Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Italia dalla Libia. All’alba di martedì un naufragio a est di Tripoli ha causato 100 vittime, secondo una stima attendibile. Si aggiungono alle oltre 60 del giorno dell’Epifania. La segnalazione è venuta dalla Guardia costiera libica che questa mattina ha soccorso un gommone sfondatosi al largo di Homs, un centinaio di km a est della capitale. La motovedetta Sabrata ha trovato 17 naufraghi aggrappati alla camera d’aria di un’imbarcazione che poteva contenere fino a 120 persone: la stima ufficiale è dunque di “90-100 dispersi”, che si teme siano annegati. Si tratta di uno dei più gravi naufragi degli ultimi mesi, mentre l’Oim, l’Organizzazione internazionale per i migranti, riferisce che a poco più di una settimana dall’inizio del 2018 “vi sono già informazioni di quasi 200 migranti morti o dispersi nella rotta mediterranea centrale”.

Nel gennaio 2017 c’erano state 254 morti, ricorda l’Oim. “Le notizie di questa settimana suggeriscono che l’inizio del 2018 possa essere ancor più micidiale“, si legge nel comunicato. “E’ molto angosciante che durante i primi dieci giorni del 2018 abbiamo visto quasi 800 migranti salvati o intercettati al largo delle coste libiche”, ha affermato Othman Belbeisi, il capo missione dell’Oim in Libia. Bisogna invece risalire a settembre e giugno dello scorso anno per trovare un naufragio simile a quello di questa mattina, con circa cento dispersi.

E mentre la Guardia costiera libica stimava il disastro, sono giunte altre richieste d’aiuto per altri due gommoni alla deriva a ovest di Tripoli: il bilancio totale delle persone soccorse è stato di 279, tra cui 19 donne e 17 bambini. I migranti provengono da paesi africani come Gambia, Senegal, Sudan, Mali, Nigeria, ma anche asiatici (Bangladesh e Pakistan). Secondo l’ammiraglio Amr Ayob Ghasem, portavoce della Marina di Tripoli, “più di 600 persone sono state salvate questa settimana”. E si è verificato un aumento del numero di gommoni partiti verso l’Italia per “il bel tempo e il mare calmo“, ha sostenuto parlando con l’Ansa.

Il naufragio dell’Epifania – Il naufragio avvenuto all’alba segue ad appena 72 ore di distanza quello costato la vita a 64 migranti, secondo le testimonianze dall’Oim a Catania dove è approdata nave Diciotti della guardia costiera, con 86 sopravvissuti alla tragedia. “Abbiamo aspettato almeno due ore l’arrivo dei soccorsi, aggrappati a quel che restava del gommone”, hanno raccontato i sopravvissuti. I migranti, afferma il coordinatore dell’attività di supporto psicologico in Sicilia di Msf, Teo Di Piazza, “si aiutavano gli uni con gli altri” per rimanere a galla, “mentre osservavano altre persone lottare per sopravvivere. Purtroppo, in questo lasso di tempo, almeno 64 persone, tra cui molti bambini, avrebbero perso la vita in mare”.