Cari navigatori, care navigatrici

arrivati all’ottavo anno insieme non possiamo fare altro che ringraziarvi. La vostra partecipazione nel 2017 è stata straordinaria. Secondo Google Analytics viaggiamo a una media superiore al milione e 300mila browser unici al giorno, abbiamo aumentato gli utenti (+11,14%), le pagine viste (+6,3) e gli abbonati. I sostenitori de ilfattoquotidiano.it sono ormai 5000 e cominciano davvero a rappresentare una voce significativa del nostro bilancio. Da loro e da tutti i membri del Fatto Social Club arrivano costantemente suggerimenti, spunti, idee e notizie che tentiamo sempre di prendere in considerazione. Per questo chi è abbonato può tra l’altro seguire in diretta streaming le riunioni di redazione e partecipare in tempo reale all’ideazione di questo giornale.

L’idea di coinvolgere il più possibile e con trasparenza i lettori nella vita de ilfattoquotidiano.it ha ottenuto molto consenso. Tanto che nel 2017, secondo la classifica Facebook Top Newspaper, la nostra testata è risultata undicesima al mondo, subito dopo il Washington Post, il Guardian e le Parisienne, e prima in Italia. La scelta di tenere i fatti separati dalle opinioni, di ospitare nei blog  posizioni politiche o culturali diverse dalla nostre, è servita per alimentare il dibattito. E ha dimostrato che anche nel nostro Paese è possibile a volte trovare punti di vista in comune tra persone che la pensano diversamente.

La nostra missione del resto la conoscete. Ilfattoquotidiano.it vuole solo e semplicemente raccontare il mondo, nella consapevolezza che farlo può contribuire a cambiarlo. Per questo la nostra linea editoriale e i nostri valori restano quelli di sempre: lotta alla corruzione, alla criminalità organizzata, alle lobby economiche e a tutte le diseguaglianze. Non per nulla negli scorsi dodici mesi abbiamo sperimentato la strada delle inchieste longform dedicate alle mafie, ai migranti e ai grandi fenomeni sociali (la via di Santiago). Senza però mai dimenticare la passione per notizie in esclusiva che spesso gli altri non riportano. Seguendoci avete per esempio scoperto la storia dei 60 milioni di euro di soldi pubblici dati alla Ryders Cup di Golf, il dieselgate Fiat, i favori fatti ai petrolieri francesi contenuti nelle norme pro trivelle, i gravi errori commessi in occasione dell’alluvione di Livorno, le omissioni dell’Istat in favore del governo, la straordinaria storia del treno di Matteo Renzi costretto dalle contestazioni a non rivelare le tappe del suo viaggio e gli inquietanti retroscena dell’ultima intervista di Paolo Borsellino su Silvio Berlusconi e la mafia.

Anche per questo non piacciamo a tutti. Lo sappiamo. Ma a tutti vogliamo continuare a dare la possibilità di criticarci. Nella convinzione che la miglior risposta agli haters della rete siano il nostro lavoro, il dialogo e il ragionamento.

Certo, anche noi a volte ci siamo sbagliati. A ilfattoquotidiano.it siamo aperti tutti i giorni dalle 8 del mattino a mezzanotte, con una redazione molto più piccola rispetto a quella dei nostri concorrenti. Il superlavoro non giustifica, ma rende comprensibili i nostri errori. Quando accade, come sapete, li ammettiamo e li correggiamo.

Nel 2018, anno di elezioni, proveremo comunque a migliorarci. Per questo la nostra società editoriale si sta già facendo in cinque. Accanto a Il Fatto Quotidiano, diretto da Marco Travaglio, a ilfattoquotidiano.it e a Paper First, la collana di libri diretta da Marco Lillo, è nata Loft, la piattaforma televisiva che sotto la direzione editoriale di Cinzia Monteverdi sta cambiando la prospettiva con cui si segue la tv e che già produce programmi in onda sul canale Nove. Da maggio ogni mese nelle edicole trovate Fq Millennium, il mensile di approfondimento che fa riscoprire il piacere d’informarsi con lentezza.

Sono questi i cinque pilastri che ci permetteranno di affrontare i prossimi 12 mesi. Consapevoli però che da soli non andremo da nessuna parte. Per questo, se apprezzate il nostro tipo di giornalismo e credete che sia importate garantire in Italia la presenza di un piccolo gruppo editoriale indipendente dai potentati economici e finanziari, vi chiediamo di restarci vicini. Crescere ancora, incrementare il numero degli abbonati per noi è una strada obbligata. Il nostro futuro è nelle vostre mani.

Siamo certi, care navigatrici e cari navigatori, che non ve ne siano di migliori.

BUON 2018, BUON ANNO