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2018, il mondo ha perso la sua àncora. Ecco cosa ci aspetta nel nuovo anno - 3/3

2018, il mondo ha perso la sua àncora. Ecco cosa ci aspetta nel nuovo anno - 3/3
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Medio Oriente – Qui, invece, le variabili sono talmente numerose da perderci la bussola: sunniti e sciiti continueranno a combattersi nello Yemen?, ed a farsi la guerra ovunque?; l’Arabia Saudita avrà un nuovo re (Mohamed bin Salman potrebbe succedere all’anziano Feisal)?, o le dinamiche dell’innovazione hanno già innescato resistenze?; l’Iran continuerà a rispettare il patto sul nucleare?, nonostante le intemperanze di Trump; la Siria ritroverà una stabilità sotto il presidente al-Assad, tenuto in piedi dall’alleanza con russi e iraniani e sicuramente confermato alle prossime elezioni?; senza contare le ambizioni della Turchia, la conflittualità di Israele, la fragilità della Libia.

Unione europea – Il 2018 non sarà l’anno della Brexit, che diventerà effettiva nel 2019, ma sarà ancora un anno di negoziati sulla Brexit, con a corredo progressi verso una politica di difesa e sicurezza europea e litigi su una politica d’immigrazione tra accoglienza e protezione dei confini, solidarietà e ‘aiutiamoli a casa loro’. L’incognita, qui, è il dato a priori più consolidato: l’affidabilità della Germania, che deve ancora trovare un assetto di governo dopo il voto di settembre. Solo quando se lo sarà dato, si potrà davvero capire se il motore franco-tedesco funziona o batte in testa: il presidente francese Emmanuel Macron è straripante d’idee e iniziative; la cancelliera tedesca Angela Merkel è meno forte che un anno fa, ma è ancora indispensabile. Nel 2018, come è sempre stato da 60 anni in qua, Francia e Germania da soli non potranno fare il bello e il brutto tempo nell’Ue, ma l’Unione non riuscirà a fare passi avanti senza una buona intesa tra Francia e Germania.

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