La vita ha un senso? Ovviamente no. La vita è un senso. Un senso unico. Ci aspetta un frontale con l’eternità. Come prepararsi? Le cinture di sicurezza non servono in questo caso e nemmeno tutti gli altri accorgimenti, l’unica sagacia possibile è una preparazione di tipo spirituale. Iniziamo con il dire che lo spirito esiste, non siamo dei meri tubi digerenti, ci mancherebbe altro! Ci sono digestioni mistiche, intestini così tenui da sfidare la leggerezza di un sospiro, ci sono timori maligni e una volta ho visto una statua epilettica. E che dire della musica? Se fossimo solo tubi digerenti, Mozart non esisterebbe e nemmeno i Ricchi e poveri. Quindi lo spirito esiste. Siamo esseri spirituali, al netto delle tasse da pagare e dei fastidiosi pruriti anali.

Come si prepara alla morte un essere spirituale? Ecco un elenco degli atteggiamenti da assumere: coltivare un giardino segreto, leggere almeno una poesia al giorno, una poesia al giorno non leva la morte di torno ma almeno riscalda lo spirito, fare l’amore e disfare l’odio, andare in pigiama alle riunioni di condominio, stringendo il proprio cuscino preferito, lanciarsi in imprese impossibili, tipo scucire l’orlo di tutti i precipizi, accarezzare il volto di uno sconosciuto per strada o sui mezzi pubblici, andare al ristorante e morire di fame perché il nostro spirito democratico ci impedisce di ordinare qualsiasi cosa, arrivare puntuali a un appuntamento ma dall’altra parte della città, sfidare l’ignoto a duello, fino all’ultimo sangue, seguire le orme di un carciofo delirante, gettare una lampadina in un temporale sperando che resti fulminata. Vedete? In fondo è semplice prepararsi alla morte.

Quello che conta è fare finta di essere vivi, e fingere così bene da meritare un applauso. Le mie donne hanno sempre finto a letto, la verità non mi interessa, a me interessa il talento, in una parola: lo spirito. Ah, recentemente mi ha contattato uno scrittore francese, dice che sono bravo, ha tradotto in francese un mio pezzo pubblicato qui sul Fatto, mi ha fatto tanti complimenti, lui era amico di Raymond Queneau, avete presente? Non è uno che fa complimenti a caso. Scusate se me la tiro, ma non posso farci nulla, è il mio spirito che mi fa godere di ogni attenzione insperata.

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