“La festa è dedicata alla Decima Mas? Ma questa è una cagata atomica, la cagata più atomica di sempre…In tutto il mondo viene utilizzata una X seguita da ‘Mas’ per indicare il Natale. Ovvero, Christmas…X Mas…”. Scusi, ma è serio o ci sta prendendo in giro? “Sono serio, serissimo, quello che dico è la verità. X Mas significa soltanto Natale, ed è il Natale che ci stiamo preparando a festeggiare. E basta. Lei non lo festeggia con i suoi familiari e i suoi amici? Bene, lo facciamo anche noi”. Verrebbe quasi da credergli se a parlare non fosse Giordano Caracino, autista-magazziniere padovano, decennale presidente del Fronte Veneto Skinheads, uno che soltanto pochi giorni fa ha detto alla radio: “L’unica cosa che Mussolini ha sbagliato è stata quella di perdere la guerra…e Hitler a livello di riforme sociali e industriali ha fatto qualcosa di buono”. Sembra impossibile, eppure questo ragazzone dalla testa rasata giura che il concerto-scandalo in un locale privato nella zona industriale di Verona non ha nulla a che vedere con le celebrazioni nostalgiche del passato fascista. Anche se la X Mas, ovvero la Divisione fanteria di Marina X., corpo militare diretto da Julio Valerio Borghese, dopo l’8 Settembre continuò la guerra con la Repubblica Sociale italiana, rinforzando l’alleanza con l’esercito nazista.

In realtà l’appuntamento per la sera dell’antivigilia di Natale – il 23 dicembre – porta il titolo di “White X-Mas Party”, dove il colore bianco accostato al Natale sarebbe perfetto, ma nel contesto dei promotori sembra soltanto una provocazione. Non sono stati proprio quelli del VFS a presentarsi il 23 luglio del 2000 al Caffè Pedrocchi di Padova per un aperitivo sociale con camicia rigorosamente bianca, ostentazione calcolata per evitare le sanzioni della legge Mancino? La festa si preannuncia nera, più nera che si può. E non potrebbe essere diversamente, visto che si esibiranno band musicali tipo I Nativi, che cantano: “Forte come il tuono questo nostro rumore/ Nasce con il motto: “Sangue e onore!”/ Skinhead rock and roll fatto per l’azione/ Per l’Europa bianca unica nazione!”. Ancora il bianco, una fissazione. Ma a darci dentro ci sono anche i mantovani Acciaio Vincente: “Dentro il locale il solito intruso/ due calci in bocca e gli spacco il muso/ continua la caccia fino in stazione/ fumo una Lucky Strike ed entro in azione/ Si odono sirene di polizia, ma noi siamo già andati via!”.

Tre settimane fa l’irruzione di un manipolo del Fronte a Como, nella sede di un’associazione che si occupa di immigrati. È salita subito la febbre del ritorno fascista, collegato alla xenofobia e all’intolleranza, etnica e politica. Un pericolo reale? Con quali contenuti ideologici? Giordano Caracino è il presidente succeduto nel 2006 al vicentino Piero Puschiavo, lo storico portavoce che lasciò per troppi impegni di lavoro, essendo diventato un piccolo imprenditore del ricco Nordest.

Caracino, chi sono i vostri nemici?
“Tutti quelli che si prodigano per facilitare l’immigrazione – partiti politici, sindacati, imprenditori – che è da sempre il primo problema della nostra battaglia. Lo diciamo da 35 anni, ma allora ci davano degli Ufo, oggi i risultati di queste nefandezze sono sotto gli occhi di tutti”.

Perchè siete cosi “ferocemente”contrari all’immigrazione?
“Perchè è una porta criminale aperta che gode di collusioni della malavita anche con le organizzazioni non governative. I criminali sono spesso e volentieri travestiti da immigrati. I profughi, sono aiutati da una filantropia interessata che in realtà li sfrutta per avere in cambio voti, manovalanza a basso costo, distruzione del potere contrattuale dei nostri lavoratori italiani. Sono trasformati in una merce”.

Lei ha detto che i neri dovrebbero essere cacciati dall’Italia. Più che un desiderio di salvarli dallo sfruttamento questo è razzismo.
“No, non ci sono razze superiori o inferiori. Ogni popolo ha la sua cultura che deve essere preservata a tutti i costi, mentre la globalizzazione culturale ed economica è la causa di un colossale spostamento di masse umane, un grande risiko che distrugge le specificità di ogni singolo popolo”.

Del VFS ci sta dando un’immagine un po’ edulcorata. La realtà è che guardate ancora al nazismo.
“Questa è l’immagine fomentata dai giornalisti. Il Fronte è nato negli anni Sessanta e Settanta, ma noi siamo figli del nostro tempo che sogniamo un futuro migliore. Non guardiamo al passato”.

La vostra base sociale?
“Siamo giovani, il nostro è un movimento giovanile anche se ormai i fondatori hanno sessant’anni. Socialmente la base è molto varia, anche se parte dalla classe lavoratrice, manovali, operai specializzati e generici, magazzinieri. Ma ci sono anche imprenditori e il direttore di una struttura commerciale”.

Voi terrorizzate la politica, per essa siete un problema aperto. I vostri punti di riferimento?
“Non ci sentiamo rappresentati da nessuno, non stiamo né con Forza Nuova né con Casa Pound anche se queste sono le realtà più vicine. Guardiamo gli uomini e votiamo chi fa le nostre politiche”.

È vero che alle elezioni di primavera avete appoggiato la candidatura a sindaco di Verona dell’avvocato Federico Sboarina, poi eletto?
“No, non lo abbiamo appoggiato. Caso mai i nostri amici Piero Puschiavo e Andrea Miglioranzi hanno appoggiato la campagna di Tosi”.

Il vostro Stato ideale?
“Uno Stato come la Russia, con un capo di governo che faccia rispettare le leggi in nome del proprio popolo”.

Ma usate metodi squadristi e per questo in passato siete stati processati.
“Ma siamo stati tutti assolti perchè il fatto non sussiste. L’inchiesta era partita da Verona, poi fu trasferita a Vicenza per competenza. Assoluzione piena sia in primo grado che in appello a Venezia”.

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