Sulla morte prematura di “Spelacchio” ci sarà un’indagine interna al termine della quale il Comune di Roma chiederà i danni. Lo ha detto la sindaca Virginia Raggi spiegando che quando l’albero è stato scelto “era molto bello e folto”. L’ipotesi avanzata dalla prima cittadina è quindi che ci sia stato “qualche problema tra il taglio e il trasporto”.

Il Comune di Roma ha scelto l’albero dalla Magnifica comunità di Fiemme, come negli anni passati, e ha impegnato 48mila euro per il trasporto e l’allestimento in piazza Venezia. Dove però l’abete rosso è seccato prematuramente rispetto ai consueti tempi impiegati dagli alberi di Natale, provocando la rabbia dei cittadini e l’ironia sui social.

Adesso Raggi, durante l’inaugurazione del presepe in piazza del Campidoglio, ha annunciato che “sicuramente” verranno chiesti i danni per i problemi creati all’amministrazione, che ha rimediato una magra figura. Come avvenuto lo scorso anno, nel 2015 e così via, l’abete è stato tagliato, legato e trasportato nella Capitale, dove è stato slegato, rimesso in piedi e addobbato. “Qualcosa è successo. È evidente”, aveva spiegato negli scorsi giorni Stefano Cattoi dell’Ufficio tecnico forestale della Magnifica comunità di Fiemme. Perché, senza radici, solitamente, l’abete resiste “tranquillamente un mese, un mese e mezzo”.

Così nell’occhio del ciclone è finita la Ecofast Sistema, ditta che si è occupata del trasporto dell’albero e che nella Capitale gestisce anche tre zone verdi tra Gianicolo, Balduina e Castel Sant’Angelo che non versano in condizioni splendenti. Ma, interpellata dal Corriere, l’azienda non ha fornito risposte sulle cure riservate al moribondo “Spelacchio”.

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