Per Mario Soldati era uno dei “luoghi più belli del mondo”. Ed aveva ragione. L’isolotto di Capo Passero, all’estremità sud-orientale della Sicilia, nel territorio comunale di Portopalo di Capo Passero, nel Siracusano, è un paradiso naturale. Con un forte, realizzato tra il 1599 e il 1607, restaurato una decina di anni fa per diventare un Ecomuseo, gestito da Legambiente, ma di proprietà del Demanio. Un luogo incontaminato di circa 630mila metri quadrati, finora. Fino a quando un gruppo di professionisti mantovani ha deciso di acquistare l’isolotto, oltre che una tonnara e l’annesso parco sulla terraferma, dal proprietario Francesco Bruno di Belmonte. Per farne cosa? Tutto chiarito dal progetto bello e pronto già alla stipula del preliminare. Un resort da 18 suite con un ristorante d’eccellenza nei magazzini sull’isola, mentre 110 stanze, bar, ristorante, centro benessere, piscine e solarium troveranno posto nella tonnara.

Una struttura del XII secolo, abbandonata da almeno un secolo. Progetto presentato e approvato alla fine di agosto dal Comune e dalla Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Siracusa. “Questa avventura imprenditoriale è una grande opportunità per il nostro territorio” secondo il sindaco Giuseppe Mirarchi. “La tonnara e i magazzini che si trovano sull’isolotto sono tutelati dal Piano paesaggistico che impone il divieto di nuove costruzioni, ma non la riqualificazione di quanto esistente”, chiarisce la soprintendente Rosalba Panvini. A sostenere il progetto anche Fernanda Cantone, neo proprietaria del castello Tafuri, nei pressi della tonnara, secondo cui il progetto “agevola il comparto turistico di qualità e risolve un problema. Le strutture che stanno per essere vendute sono in uno stato pietoso”. Insomma una occasione imperdibile. Con i progettisti che provano a rassicurare sul fatto che “non ci sarà nessuno scempio, vengono riqualificate le opere già esistenti”.

Tutti felici e contenti, quindi? Ad avere forti perplessità sono alcune associazioni ambientaliste. “Non siamo contrari, in linea di principio, alla riqualificazione degli immobili a terra, ma ci chiediamo come sia possibile un intervento sull’isola, cambiando radicalmente la destinazione d’uso degli immobili, senza cancellare la loro memoria storica e senza aggirare i vincoli paesaggistici”, spiegava ad ottobre Paolo Tuttoilmondo, di Legambiente Sicilia. Così l’associazione ambientalista ha chiesto alla Soprintendenza di revocare l’autorizzazione concessa. Inutilmente. Nonostante sembrino esserci fondati motivi. “Avevamo dimenticato l’esistenza della riserva, avevamo ritenuto che facessero finta di non sapere che la riserva c’era, ma adesso dopo la nostra segnalazione, la Soprintendenza di Siracusa continua a negarne l’esistenza ed il conseguente rispetto delle norme di tutela e delle leggi ambientali della Regione. Questo per noi significa essere in malafede“, dice Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia. Ma non tutto è perduto. Ecco l’appello a Vittorio Sgarbi, neo assessore regionale ai Beni culturali “perché fermi lo scempio edilizio”. In attesa della promessa “verifica dell’ufficio legislativo dell’assessorato” sulla questione e la verifica della legittimità della pratica, non rimane che sperare. Ma intanto Legambiente continua la sua azione di denuncia. “Speriamo di non dovere ricorrere all’autorità giudiziaria per difendere quegli splendidi luoghi”, ha detto pochi giorni fa Paolo Tuttoilmondo. Insomma la battaglia prosegue.

Riceviamo e pubblichiamo

Con riferimento all’articolo apparso sulle pagine di codesta testata online, martedì 5 Dicembre 2017, dal titolo “ Sicilia, la Soprintendenza autorizza il resort a Capo Passero etc.”, a firma di Manlio Lilli , la Scrivente chiede di pubblicare la seguente replica

– relativamente alla Tonnara di Portopalo, la Soprintendenza di Siracusa ha espresso esclusivamente un giudizio di fattibilità dell’intervento che prevede opere di restauro conservativo e riuso delle strutture esistenti, ormai in grave stato di degrado; ciò nel pieno e legittimo rispetto di quanto stabilito dal Codice dei Beni Culturali e delle prescrizioni del vincolo di tutela imposto sullo stesso complesso a protezione dei suoi valori architettonici;
-in merito ai magazzini esistenti nell’Isolotto di Capo Passero, che non sono tutelati da alcun provvedimento discendente dalle norme del Codice dei Beni Culturali, ma che insistono in area sottoposta a livello di tutela paesaggistica 3, la Soprintendenza ha rilasciato un’autorizzazione rigorosamente compatibile con le norme del Piano Paesaggistico, che impongono esclusivamente la riqualificazione e la ristrutturazione degli edifici ivi già presenti e per i quali non sono previsti né aumenti di volume, né ampliamenti di superfici, né tantomeno nuove costruzioni di alcun genere come falsamente esposto nell’articolo.
Si precisa, altresì, che la proposta di istituzione della Riserva RNI Isola di Capo Passero è stata annullata con sentenza del Tar Palermo, Sezione I 26/3/98 n. 492; la predetta Riserva rimane comunque inserita nell’elenco di cui al D.A. n°970/91, dove all’art. 3 viene richiamato l’art. 23 della Legge Regionale 14/88, alla cui lettura si rimanda e che ammette gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici.
Ne discende che il contenuto dell’articolo risulta assolutamente diffamatorio dell’attività della Soprintendenza ed induce il lettore a travisarne l’operato a causa di una interpretazione volutamente errata dei provvedimenti amministrativi rilasciati, rigorosamente improntati, come detto prima, al rispetto delle norme di tutela del patrimonio culturale e nello specifico di quello paesaggistico; addirittura nell’articolo si è arrivati, in maniera del tutto falsa ed in malafede, ad ipotizzare scempi edilizi. Ancora una volta ci si vede costretti a ribadire che il progetto approvato dalla Soprintendenza non prevede alcuna nuova costruzione; quindi si invitano i lettori ed i commentatori a rileggere con attenzione i dettami normatici sopracitati, prima di esprimere giudizi infondati, frettolosi ed infamanti.
La Soprintendenza consegnerà al nuovo Assessore dei Beni Culturali, Vittorio Sgarbi, tutta la pertinente documentazione, come peraltro avvenuto con il precedente Assessore, affinché possa essere verificata la legittimità e la regolarità dei procedimenti e del rispettivo iter amministrativo.
In ogni caso, considerata la diffamazione perpetrata ancora una volta da Legambiente nei confronti della mia persona e del ruolo che ricopro all’interno dell’Assessorato dei Beni Culturali della Regione Siciliana, adirò le vie legali a tutela della mia immagine e della attività amministrativa da me condotta nella qualità di Soprintendente dei Beni Culturali ed Ambientali di Siracusa.
Mi duole inoltre constatare che una testata giornalistica di rilievo come la Vostra pubblichi notizie di tal genere senza verificarne le fonti o contattare, per chiarezza, i diretti interessati.

Il Soprintendente

Dott.ssa Rosalba Panvini

 

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