Renzi di sinistra? Non so come definirei la sua sinistra, bisognerebbe studiarla”. È una delle tante frecciate inferte al segretario del Pd da Massimo D’Alema, ospite di Otto e Mezzo (La7). Primo argomento affrontato è l’appuntamento nazionale previsto il 3 dicembre a Roma per l’assemblea unitaria nazionale del nuovo soggetto politico formato da Articolo 1-Mdp, Sinistra Italiana e Possibile. “Non conosco il nome del progetto” – afferma D’Alema – “Lo decideremo in queste ore. Fortunatamente questo non rientra nei miei compiti. La parola ‘sinistra’ non ci sarà. Il processo ha visto una partecipazione larga, dal basso, con una piattaforma ampia. La parola sinistra non rende l’idea. Ho visto tante persone che hanno partecipato alla costituente che non sono di sinistra, magari progressisti, ma che vogliono un Paese serio. E’ un’audience più larga, per usare un linguaggio televisivo”. E aggiunge: “Pietro Grasso? Nei suoi confronti c’è stato un appello per guidare la nostra formazione. Sarebbe un valore aggiunto importante. È una personalità, è un uomo che gode di grande rispetto nell’opinione pubblica, è un uomo credibile virtù non diffusissima nella politica italiana di oggi. E’ anche un uomo autorevole, cioè abituato a comandare”. L’ex presidente del Consiglio di rende protagonista di un piccolo battibecco con il giornalista Nicola Porro, che obietta: “Grasso viene dalla politica ed è un magistrato”. “Non mi pare che uno che per 5 anni ha fatto il presidente del Senato arrivi dalle campagne come noi due, che siamo produttori di vino” – ribatte D’Alema – “E poi non è un magistrato. Grasso si è dedicato alla politica, quando ha finito il suo mandato di magistrato. E non volle essere candidato in quella Sicilia dove aveva esercitato il suo ruolo di magistrato. Grasso ha rappresentato un modello di come un magistrato deve avvicinarsi alla politica”. D’Alema definisce ‘orribile’ la nuova legge elettorale e annuncia anche che è disponibile a candidarsi se i suoi elettori vogliono: “Sono stato sempre e soltanto parlamentare del Salento. Non sono un turista della politica. E nei collegi uninominali ho sempre vinto, anche quando la sinistra ha perso”. Sull’emergenza fake news lanciata dal Pd, D’Alema osserva: “I più giovani che hanno abilità sulla rete sono più difesi di noi. La nostra generazione forse può essere un po’ più esposta. Occorrerebbe dire a tutti una cosa: le notizie che circolano sulla rete non sono verificate. Potete leggere una cosa vera, ma anche una cosa falsa. Controllate prima di credere in quella notizia”