Se ieri è stato il giorno del (debole) ottimismo a sinistra, oggi la realtà è tornata a svegliare Matteo Renzi e i suoi. Mdp e Sinistra italiana, impegnati in contemporanea nelle due assemblee per approvare la linea comune, stanno lavorando a una lista unitaria e di fronte alle richieste di dialogo del Pd rispondono chiedendo svolte e segni concreti di cambiamento. Ovvero, equivale a dire che la porta aperta c’è, ma nessuno ha intenzione di fare passi per varcarla. Chi ancora ci prova, e dice di essere stato incaricato dallo stesso Romano Prodi, è l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia: “Ci ripensino”, ha dichiarato in queste ore. “Trovino o troviamo insieme il modo di non regalare il nostro Paese a chi l’ha rovinato tante volte”.

La risposta è negativa però da entrambe le formazioni. Da una parte c’è il gelo di Mdp: “Dobbiamo uscire dal teatrino di questi giorni”, ha dichiarato il deputato Roberto Speranza nel suo intervento di apertura dell’assemblea. “Il Pd vuole liste civetta senza cambiamento”. Duro anche l’ex segretario Pd Pier Luigi Bersani: “Io tengo la porta aperta, ma i mediatori come Fassino secondo me sottovalutano la situazione e il perché un pezzo di popolo se ne è andato”. Dall’altra c’è il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni, ancora meno disposto a mediazioni: “A Fassino e Prodi diciamo, il tempo è scaduto”.

Oggi, al termine dell’assemblea, Mdp e Si dovranno votare il documento comune sottoscritto da Roberto Speranza, Nicola Fratoianni e Civati. Una piattaforma politico-programmatica, che vuole essere un’offerta diversa da quella del Pd renziano. L’incontro con Fassino ci sarà nei prossimi giorni ma, a sentire Mdp, la strada è ormai tracciata. “E’ inutile fare il pontiere quando mancano i piloni, quando il ponte non sta in piedi…”. Lo spirito è questo, unito alla convinzione che un accordo, anche solo tecnico nei collegi, con il Pd farebbe perdere consensi. Nel fine settimana del 25-26 novembre si terranno delle assemblee provinciali in cui si eleggeranno (probabilmente ci sarà una lista unitaria con i candidati delle tre formazioni, ma non è vietato presentare altre liste) i 1500 delegati dell’assemblea nazionale del 3 dicembre. Atto fondativo con tanto di nome e simbolo. E forse con l’ufficializzazione della discesa in campo di Pietro Grasso.

Speranza: “Renzi è un nome del passato, non del futuro”
Ad aprire l’assemblea di Mdp è stato il deputato Roberto Speranza che ha ribadito le richieste del gruppo a fronte dei tentativi di mediazione del Pd. “Non mi interessa una discussione attorcigliata sui nomi, ma capire se si vuole cambiare davvero. In questi giorni telefonano in tanti. Ma se volete l’unità senza cambiamento state cercando solo liste civetta. Di liste civetta ne troverete tante ma non troverete più un popolo, perché vi ha voltato le spalle. Il popolo chiede un’alternativa forte”. Ma non solo, Speranza è andato oltre e ha anche ribadito che “Renzi è un nome del passato, non del futuro. Noi vogliamo andare in un’altra direzione”. Quindi ha messo in discussione il nome del segretario come candidato premier per il centrosinistra. In seguito, come già Pisapia nelle scorse ore, anche Speranza ha ricordato al Pd che lui e i suoi sono pronti a votare a favore di provvedimenti importanti che giacciono al Senato con poche speranze di essere approvati prima della fine della legislatura: Ius soli e Biotestamento. “Mettetela pure la fiducia su ius soli e fine vita: le voteremo con grande piacere perché sono importanti e di civiltà”. Speranza ha anche detto di guardare verso l’area cattolica: “Sinistra è una parola bella, la sento mia. E’ stata umiliata, insultata, io dico che è bella ma guai a farla diventare una barriera per tenere fuori qualcuno, perché c’è un mondo largo. C’è un mondo cattolico che è naturalmente nostro interlocutore e che è ben rappresentato dalle parole di Papa Francesco. Ci sono tante persone normali che chiedono un pò più di serietà che si chiedono come può essere la politica solo Salvini, Renzi, Berlusconi, Grillo”.

Infine Speranza ha elogiato il presidente del Senato Piero Grasso, colui che in tanti, dopo il suo addio al Pd, vorrebbero vedere come leader della sinistra: “Pochi giorni fa qualcuno ha scelto di non chinare la testa. Da Grasso è arrivato un esempio e questo ci dice che può esserci una politica diversa e che insieme si può costruire un orizzonte diverso”. Al nome di Grasso è scattato un lungo applauso della platea. Speranza ha ricordato inoltre che “si avvicina il 4 dicembre”, a un anno dal referendum costituzionale che ha bocciato la riforma del governo Renzi: “Ricordiamo questa data come il primo anniversario di una grande battaglia per la Costituzione”. “Ho visto tanti miei vecchi compagni di viaggio adeguarsi, ripiegarsi, scegliere la convenienza personale anziché la coerenza con le proprie idee. Ma non vale per tutti, abbiamo buoni esempi. Voglio ricordare il buon esempio più bello arrivato dal presidente del Senato Piero Grasso”. Speranza ha quindi annunciato l’appuntamento del 3 dicembre: “Eleggeremo un’assemblea che si riunirà il 3 dicembre e sarà eletta democraticamente. La partecipazione non serve per le conte ma per allargare”.

Bersani: “I mediatori come Fassino sottovalutano la situazione”. E a Lucci: “Renzi ci ama? I gufi sono allodole”
L’ex segretario Pd, tra i registi più importanti delle trattative di questi giorni, ha commentato molto duramente le mediazioni dei pontieri del Pd. E quindi naturalmente Piero Fassino, incaricato da Renzi di sondare gli animi. “I mediatori del Pd come Fassino”, ha dichiarato Bersani arrivando all’assemblea, “secondo me sottovalutano la situazione e il perché un pezzo di popolo se ne è andato. Io lascio aperta la porta però bisogna leggere la legge elettorale: non vince nessuno, ci si ritrova comunque in Parlamento. La sinistra deve chiedersi come mai perde il treno. Non do per scontato niente ma non ho visto nel Pd una sincera riflessione su nulla”, ha aggiunto. Bersani ha anche risposto ironicamente al giornalista di Nemo (Rai2) Enrico Lucci: “Renzi ora ci ama? Allora i gufi sono diventati delle allodole, delle cinciallegre…”.

Fratoianni: “A Fassino e Prodi diciamo che il tempo è scaduto”
In contemporanea, sempre a Roma, si svolge l’assemblea di Sinistra italiana, tra gli alleati più probabili per un progetto comune con Mdp. “Siamo persone cortesi e se ci chiedono un incontro, noi quell’incontro lo concediamo. Ma lo diciamo a Fassino e Prodi: il tempo è scaduto”, ha dichiarato il segretario Si Nicola Fratoianni. “Oggi ci chiedono sorprendentemente l’alleanza: dopo aver fatto politiche con la destra, rivendicano l’efficacia di quelle politiche che noi individuiamo come le cause della rottura con il nostro popolo. Ci hanno chiamato gufi e irrilevanti salvo poi chiederci il voto utile”.