“La richiesta ai capigruppo è quella di calendarizzare immediatamente la legge sul BioTestamento per colmare il ritardo della politica sul fine vita”, dichiara Mina Welby, co-presidente Associazione Luca Coscioni.

“L’assenza di una legge che riconosca la possibilità di accogliere le disposizioni anticipate di trattamento di persone con gravi disabilità che hanno bisogno di strumentazioni informatiche per poter comunicare, produce insensate diseguaglianze tra cittadini ‘sani’ e cittadini ‘malati’ – continua Marco Cappato -. Sono passati 205 giorni da quando il testo è entrato in Senato. Chiediamo che vi sia una assunzione di responsabilità e si legiferi. Insieme a Severino Mingroni – consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, affetto dalla sindrome di locked-in, muto e tetraplegico – e a tutti coloro che hanno bisogno di questa legge per poter redigere un testamento biologico chiediamo che la legge sia calendarizzata per la votazione in aula. Se ci fosse volontà politica i tempi tecnici e i voti per approvare biotestamento e interruzione delle terapie ci sono”.

In attesa della legge Severino Mingroni, consigliere di Associazione Luca Coscioni, ha firmato il suo biotestamento. Severino ha 58 anni e affetto dalla sindrome di locked-in, è muto e tetraplegico, a seguito di trombosi alla arteria basilare destra. Attraverso la riabilitazione è riuscito a riacquisire il controllo volontario della testa grazie alla quale ora riesce a comunicare tramite ausili informatici HeadMouse (con relativi tastiera ed emulatore di mouse su schermo).

Domani, giovedì 30 novembre, Mina Welby, Filomena Gallo, Marco Cappato e Matteo Mainardi – rispettivamente copresidente, segretario, tesoriere e membro di giunta dell’Associazione Luca Coscioni – terranno un walk-around intorno al Senato per accompagnare la riunione dei presidenti di gruppo in programma a Palazzo Madama. Orario da definire.

“Due settimane fa abbiamo chiesto un incontro al Presidente del Senato Pietro Grasso”, dichiara Filomena Gallo, “al fine di consegnare oltre 27mila firme di cittadini italiani che chiedono subito l’approvazione della legge senza ulteriori modifiche per scongiurare l’affossamento della legge dovuto all’imminente fine della legislatura. Lo stesso appello è stato lanciato dai senatori a vita e da ormai oltre 80 sindaci dei maggiori comuni italiani”.

“L’assenza di una legge sul BioTestamento viola il diritto all’autodeterminazione dei cittadini, obbligandoli a sottostare al volere di altri: medici o familiari. Secondo gli ultimi dati sul tema, l’86% dei medici dichiara che oggi non sono i pazienti a influire sulla decisione di interrompere i propri supporti vitali”, conclude Matteo Mainardi.