Il premio Oscar Kathryn Bigelow torna dopo cinque anni dietro la macchina da presa (Zero Dark Thirty, 2012) con un film concitato, incendiario e sublime sulla rivolta del 1967 a Detroit. Prodotto da Annapuma Pictures, e distribuito in Italia da Eagle e Leone Film Group, Detroit vede tra i mimetici protagonisti catapultati tra lacrimogeni, macerie e pallottole vaganti, John Boyega, nuova stella del firmamento hollywoodiano, protagonista dell’ultimo capitolo di Star Wars. Quel che accadde nella capitale dello stato del Michigan dal 23 al 27 luglio del ’67 non lo ricordano in molti nel vecchio continente. Venne chiamata rivolta della 12esima strada, perché scoppiò a quell’indirizzo quando un gruppo di poliziotti fece irruzione in un locale notturno privo di licenza e quelli che sembrarono buffetti e spintoni si tramutarono in scontri violentissimi tra agenti, clienti del locale e passanti.

In breve gli atti contro le forze dell’ordine si estesero di isolato in isolato, richiamando Guardia Nazionale ed Esercito, e seminando 43 morti, 1189 feriti, oltre 7mila arresti e 2mila edifici assaltati e dati alle fiamme. I rivoltosi furono per il 90% afroamericani e per il 20% donne, mentre i poliziotti erano per la maggior parte bianchi. La Bigelow e il fido sceneggiatore Mark Boal hanno voluto però dare una piega ancora più specifica rispetto alla cronaca dei macroeventi con Detroit, conficcando lo sguardo in un dettaglio di quel passato, mescolando found footage a riprese dell’esasperato realismo, e raccontando ciò che avvenne in quelle ore all’hotel Algiers dove tre ragazzi di colore, tra cui un cantante soul della band The Dramatics, e due ragazze bianche si trovavano dentro una stanza dell’albergo. Uno degli uomini sparò in aria per gioco, ma militari e poliziotti che si trovarono casualmente fuori dall’Algiers sentirono lo sparo ed assaltarono la camera uccidendo tre componenti del gruppo. In sala da giovedì 23 novembre.

La clip in esclusiva per il Fattoquotidiano.it