Qualcuno si è messo in testa che la modernità corrisponda alla parola gratis. Del resto è gratis Facebook, è gratis telefonare e messaggiarsi con Whatsapp e sono gratis tante altre app. Se non è gratis, è a basso costo, low cost. Così, dovrebbe essere a basso costo pure il lavoro. Invece no. Non basta essere giganti nella Silicon Valley, non basta essere i signori della modernità per sfuggire alla concezione di “padrone”.

Amazon, quinto brand globale col più alto valore economico (64,796 miliardi di dollari; +29%), era già agli onori della cronaca per una ma certa allegria fiscale contestata in Italia e in sede europea ma frutto di elaborazioni legali di grande ingegneria tributaria. Ora, almeno qui da noi, lo è anche per lo sciopero generale che i tre sindacati hanno indetto per venerdì nel mega centro logistico di Piacenza, luogo dove si esercitano grandi gare di velocità nelle olimpiadi della consegna veloce. Quattromila lavoratori dipendenti. Chiediamo più rispetto per il nostro lavoro e i nostri diritti.

Già, tutto è veloce nel mondo Amazon; tanto veloce che a volte ti sfuggono persino i diritti. Per questo il Black friday rischia di andare storto ai padroni del… we(b)pore. Qualcuno – magari Renzi che andò nella Silicon Valley e disse: “Vado a imparare dai più bravi” – avrà da ridire perché così si perdono gli investimenti esteri, ma poiché non capisco il motivo perché debba essere sempre carnevale per gli altri tranne che per i lavoratori, queste lamentele sono fregnacce.

Nel comparto della logistica – e qui allargo il discorso – stiamo assistendo a un progressivo sfruttamento a norma di legge. Sarebbe ora di rivedere alcune cosette.

Amazon è ampiamente rappresentata persino nelle alte sfere governative: Diego Piacentini, numero due (ex o ancora in aspettativa non so bene) di Amazon, è il guru dell’agenda digitale italiana. “Ci è venuto a fare un favore”, hanno commentato orgogliosamente nel Pd, dimentichi di quel pizzico di conflitto di interessi in corso di cui parlò solo Francesco Boccia nel 2016. Ma non importa.

Resta questo sciopero. Uno sciopero importante che dà coraggio anche ai tanti sfruttati dalla nuova economia rampante, quella che approfitta dei bassi salari per rendere gloria agli sconti, al low cost e a tutto quel mondo lì. Fintanto che i lavoratori saranno definitivamente sostituiti dai robot, caro Jeff Bezos, beccati questo sciopero. Poi si vedrà.

Per chi vuole approfondire, in edicola c’è FqMillennium “Licenziati da un robot?”