I lavoratori del centro Amazon di Piacenza hanno deciso di scioperare venerdì 24 novembre, il Black Friday dedicato ai maxi sconti sugli acquisti. I 4000 dipendenti incrociano dunque le braccia in un giorno simbolo, quello che da alcuni anni è il preferito dagli utenti per fare shopping online: nel 2016 in quella data – esattamente un mese prima di Natale – sono stati ordinati su Amazon.it 1,1 milioni di prodotti. Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che hanno indetto la mobilitazione, chiedono un miglior trattamento economico per gli addetti. Lo sciopero avrà inizio con il turno di venerdì mattina per terminare poi sabato con lo stesso turno.

“Non c’è stata da parte di Amazon Italia – spiegano i sindacati – alcuna apertura concreta all’aumento delle retribuzioni o della contrattazione del premio aziendale, considerando anche la crescita enorme di questi anni. I ritmi lavorativi non conoscono discontinuità, le produttività richieste sono altissime e il sacrificio richiesto non trova incremento retributivo oltre i minimi contrattuali”. La decisione rischia di mettere in crisi le consegne degli ordini di migliaia di utenti che approfitteranno delle offerte speciali per fare acquisti sulla piattaforma di Jeff Bezos, tra le prime ad esportare nel mondo l’usanza statunitense del Black Friday. Anche se quest’anno gli sconti si applicano agli acquisti fatti durante tutta la settimana.

Il centro di Castel San Giovanni, nel piacentino, è stato aperto da Amazon dieci anni fa con un centinaio di dipendenti e fino a pochi mesi fa era l’unico a gestire gli ordini di tutta Italia. Ancora oggi è un punto di riferimento nel nostro Paese: qui vengono smistati tutte le consegne per il centro e il nord Itala. Vi lavorano duemila impiegati con contratto a tempo indeterminato e altrettanti con contratti di lavoro somministrato per affrontare i picchi di lavoro.

“I salari dei dipendenti di Amazon sono i più alti del settore della logistica e sono inclusi benefit come gli sconti per gli acquisti su Amazon.it, l’assicurazione sanitaria privata e assistenza medica privata”, è la replica di Amazon Italia, che in una nota sottolinea che “in Italia, così come avviene negli altri Paesi in Europa in cui siamo presenti, manteniamo relazioni con le rappresentanze dei lavoratori e le organizzazioni sindacali; allo stesso tempo portiamo avanti la nostra politica di porte aperte che incoraggia i dipendenti a trasferire commenti, domande e preoccupazioni direttamente al proprio management team. In questi anni ci siamo impegnati a costruire un dialogo continuo e una positiva cooperazione con tutti i dipendenti e a creare un ambiente attento e inclusivo nei nostri luoghi di lavoro” conclude l’azienda.