La eliminazione dell’Italia dai Mondiali? È un momento in cui non abbiamo campioni, ma pippe. E quindi, quando mandi in campo una squadra di pippe con un allenatore pippa e un presidente super-pippa, squadra che non riesce a fare un gol alle pippone della Svezia in due partite, ci può stare che sei fuori dai Mondiali”. Sono le parole del direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, ospite di Dimartedì (La7), sulla ultima débâcle calcistica della Nazionale italiana. E aggiunge: “Io non credo che la sconfitta della Nazionale voglia dire che il Paese fa schifo e che, siccome l’allenatore, la squadra e il presidente sono mediocri, allora siamo diventati un Paese mediocre. Ci sono stati momenti in cui l’Italia andava malissimo, mentre la Nazionale andava benissimo e produceva grandi campioni“. Poi sottolinea: “In previsione della possibile eliminazione dell’Italia, sul Fatto Quotidiano abbiamo fatto una inchiesta sulle federazioni sportive del Coni, perché qui sembra che la Federcalcio sia finita non si sa come nelle mani di Tavecchio, nomina politica ed espressione del mondo calcistico, non certamente auto-nominatosi lì, né è un fungo spuntato a caso. E’ sicuramente un personaggio imbarazzante, che hanno messo lì apposta perché si fidano di lui. E la politica che sta dietro al Coni lo ha lasciato in quel posto. Il Coni” – continua – “ha 23 federazioni su 44 in perdita, alcune delle quali in bancarotta e che bruciano decine di milioni di euro pubblici all’anno. E che cosa producono? Non solo le pippe che non riescono a fare un gol alla Svezia in due partite. Ma noi ci ricordiamo cos’era lo sport italiano alle Olimpiadi dagli anni ’70 agli anni ’90? Avevamo delle grandi eccellenze. Chi ci è rimasto?”. Travaglio chiosa: “Ci ricordiamo la Pellegrini, che purtroppo va in pensione, Nibali, che è spuntato da solo e non è prodotto da nessuna federazione, e per il resto è il deserto. Questo è lo sport italiano”