É arrivato anche per il presidente catalano Carles Puigdemont il mandato d’arresto europeo chiesto dalla Spagna. A confermarlo è stato il suo legale Paul Bekaert alla tv belga Vrt: “Sono stato informato dal mio cliente che il mandato è stato emesso contro il presidente e altri quattro ministri che si trovano in Belgio“. La notizia è stata confermata nella tarda serata del 2 novembre, dopo che già era scattato il carcere per per 8 dei 13 membri del Govern, accusati di sedizione e ribellione per avere portato avanti il progetto politico dell’indipendenza catalana.

Puigdemont ha reagito su Twitter: “Il governo legittimo della Catalogna incarcerato per le sue idee e per essere stato fedele al mandato approvato dal parlamento catalano. Il clan furioso del 155 (l’articolo della Costituzione applicato da Madrid per destituire il governo catalano) vuole il carcere. Il clan sereno dei catalani, la libertà”. Mentre veniva notificato a Puigdemont il mandato d’arresto, decine di migliaia di persone scendevano in piazza in tutte le città catalane al grido di “Llibertat” e di “Non è giustizia, è dittatura!” per denunciare l’incarcerazione dei ministri del Govern.

Ora la Spagna chiederà a ai procuratori federali di Bruxelles una richiesta di estradizione per Puigdemont e i quattro ministri che con lui sono scappati in Belgio il 30 ottobre scorso, ma non è scontato che la richiesta sia accolta. Perché l’estradizione sia concessa bisogna che il diritto belga riconosca il reato di cui è accusato l’imputato. Ma è difficile trovare nel codice penale belga l’equivalente delle accuse di sedizione e ribellione contestate al deposto presidente della Generalitat catalana che permettono la richiesta di un mandato d’arresto europeo.

Intanto il numero due del Govern Oriol Junqueras ha passato la prima notte nel carcere di Estremera, vicino a Madrid. Con lui anche i ministri degli Esteri Raul Romeva, degli Interni Joaquim Forn, della Giustizia Carles Mondò e le ministre Meritxell Borras e Dolors Bassa. La giudice Carmen Lamela ha giustificato il loro arresto senza cauzione con il pericolo di fuga e reiterazione di reato, dopo averli convocati nella mattina di giovedì 2 novembre a Madrid per interrogarli. I loro legali hanno denunciato una procedura sbrigativa, irregolarità e gravi violazioni del diritto di difesa.