Errare è umano, perseverare è… da Claudio Lotito: la Lazio riapre la Curva Sud agli ultras anche per la partita contro l’Udinese. Nonostante l’episodio delle figurine antisemite di Anna Frank con la maglietta della Roma, il fiume di polemiche e retorica istituzionale che ne erano seguiti per una settimana, l’indagine della procura Figc. Ma il club biancoceleste è convinto di non aver fatto nulla di male nel permettere ai suoi tifosi di andare allo stadio nel settore tradizionalmente riservato ai cugini romanisti. E così ha deciso di insistere. La FederCalcio invece ha aggiunto all’inchiesta anche questa seconda partita, raddoppiando il fascicolo a carico di Lotito.

La questione dal punto di vista normativo effettivamente è complessa: la società biancoceleste cita una sentenza del Tribunale di Roma che nel marzo 2013 costrinse la Roma a pagare un risarcimento danni a un tifoso abbonato in Curva Sud che non aveva potuto assistere a due match interni a causa di una squalifica, sancendo di fatto il diritto degli abbonati ad accedere allo stadio anche in caso di settori chiusi. Per questo (oltre che per ingraziarsi il favore dei tifosi, in passato ostili alla proprietà con cui ora è scoppiata la pace) la Lazio aveva lanciato l’iniziativa dell’apertura della Curva Sud. Per altro attraverso lo stratagemma dell’acquisto esclusivamente online, con la creazione di un evento “Lazio-Cagliari bis” sul portale Ticket One, per aggirare il divieto di vendita agli abbonati (visto che ad ogni nominativo può essere associato un solo ticket per partita, e loro ne hanno già uno).

L’esito era stato a dir poco infelice, ma la società rivendica la bontà dell’operazione. Al punto da riproporla di nuovo, come se nulla fosse successo. La Lazio deve ancora scontare un turno della precedente squalifica per cori razzisti contro i giocatori del Sassuolo: e così anche per il match di domenica contro l’Udinese gli ultras avranno l’occasione, se vorranno, di andare allo stadio. L’unica differenza è che stavolta il ticket costerà 8 euro (e non 1, modo di aprirla quasi gratis, proprio per evitare l’accusa di voler aggirare la squalifica).

Intanto, però, dopo le polemiche e la mobilitazione istituzionale per il caso degli adesivi antisemiti, anche la FederCalcio si è mossa. La Figc ha aperto un’indagine, a carico sia della società per responsabilità oggettiva per le offese razziali, sia del presidente Lotito per violazione degli obblighi di lealtà sportiva. La tesi della procura, infatti, è che il club abbia volontariamente aggirato la squalifica, e ha già provveduto ad aggiungere al fascicolo anche questo nuovo episodio. Il deferimento è scontato (anche se, annunciato in settimana, al momento non è ancora arrivato): per la vicenda delle figurine la Lazio quasi sicuramente si beccherà una o due giornate a porte chiuse. Rischia anche Lotito, per cui una inibizione superiore ai tre mesi significherebbe dire addio al sogno di tornare con un ruolo attivo in FederCalcio (perderebbe i requisiti per l’eleggibilità). Ma lui è sicuro del fatto suo, e ha scelto la linea del muro contro muro: forse anche per dimostrare nell’eventuale processo di non aver fatto nulla di illecito, la curva Sud viene riaperta di nuovo anche per Lazio-Udinese. Dieci giorni dopo le figurine antisemite, gli ultras torneranno sul “luogo del delitto”. E tutti devono augurarsi che stavolta si limitino a guardare la partita. Anche Lotito.

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