Altro che aperture. Secondo Pier Luigi Bersani e gli ex dem di Mdp-Articolo Uno, Matteo Renzi fa soltanto tattica quando evoca possibili accordi a sinistra: “Quando uno fa una legge elettorale così, vuol dire che sta scherzando quando parla di aperture”, rivendica l’ex segretario Pd ai microfoni del Fatto.it. All’uscita da un hotel vicino al Pantheon a Roma, dopo un breve incontro con Bruno Tabacci (uno dei deputati più vicini a Pisapia), Bersani ha spiegato: “Bisogna mettersi in testa, per recuperare l’elettorato di centrosinistra, che bisogna cambiare la sostanza. L’unica possibilità è che il Pd prenda atto che bisogna correggere le sue politiche, altrimenti gli appelli lasciano il tempo che trovano”. In Senato, dopo la legge elettorale, è intanto già arrivata la legge di bilancio. E con Mdp fuori dalla maggioranza, ora i numeri del governo sono più che precari, fin dal lavoro in commissione: “Se lasceremo che sia Verdini a salvare il governo dopo che i nostri temi sono stati ignorati? Noi presenteremo emendamenti, ma non ci sentiamo vincolati politicamente. La maggioranza ha sempre tempo di accogliere le nostre proposte. Certo, non mi sembra che tiri quest’aria…”, ha aggiunto sarcastico Bersani.  Per poi “profetizzare”: “Un governo Renzi-Berlusconi in vista dopo le urne? Se riuscissero ad avere i numeri lo fanno, ma con il Rosatellum la governabilità sarà impossibile. Non ce n’è per nessuno. Per questo quando sento ‘voto utile’ dico: ‘voto utile de che?’. Il giorno dopo sarà un annusarsi tra un pezzo di destra e Pd con il suo orientamento, ma forse non ci saranno i numeri nemmeno per quello“. Mdp, al contrario, non ha ancora perso le speranze di riportare l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia nel nuovo soggetto a sinistra: “Io dico che bisogna stare larghi. Non bastano le bandiere rosse, che pur ci vogliono. Serve un campo largo, civico”