“Almeno i cittadini potranno scegliere il proprio deputato e il proprio senatore
perché ci sarà una scheda in cui si sa chi si elegge” (Matteo Renzi)
Nel Porcellum erano tutti, nell’Italicum sarebbero stati almeno metà e forse di più, nel Mattarellum rappresentavano un quarto del Parlamento. Con il Rosatellum i “nominati” saranno due terzi del Parlamento, cioè la quota di eletti con il sistema proporzionale. Entrando nella scheda elettorale questo significa che accanto a destra del simbolo di ogni partito ci saranno tra 2 e 4 nomi. Ma l’elettore non potrà scegliere di votare uno di quelli. Dovrà segnare il partito e prendersi tutti i nomi sulla scheda, sperando che passi anche il candidato che gli piace. A una certa quota infatti scatterà l’elezione del primo candidato in lista, a una quota più alta il secondo e così via. E’ la prima illusione ottica: non è vero che i cittadini potranno scegliere fino in fondo il proprio candidato preferito.

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Rosatellum: tra ribaltoni, ingovernabilità e casta. Ecco la legge elettorale patchwork: a ogni partito un pezzo

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