Che l’aggiustamento dei conti pubblici previsto dalla manovra per il 2018 sia inferiore a quanto promesso la scorsa primavera alla Ue è ben noto. Del resto a giugno il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha scritto al vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis e al commissario agli Affari economici Pierre Moscovici per informarli che si sarebbe concesso uno “sconto“. Bruxelles aveva sospeso il giudizio in attesa di vedere i dettagli della legge di Bilancio, che però a 12 giorni dal consiglio dei ministri che in teoria l’ha varata è ancora in fase di stesura. Ora che i commissari stanno esaminando il Documento programmatico di bilancio inviato il 16 ottobre, hanno scritto al Tesoro mettendo nero su bianco che c’è “rischio di una significativa deviazione dagli sforzi previsti per il 2017 e il 2018″.

Nella lettera, firmata da Moscovici, si chiedono al governo “ulteriori informazioni sulla precisa composizione dello sforzo strutturale previsto nella bozza di bilancio”. “Vorremmo accogliere le vostre opinioni entro il 31 ottobre 2017, per permettere alla stessa Commissione di includerle nelle sue prossime analisi”, si legge. “La Commissione Ue intende continuare un dialogo costruttivo con l’Italia al fine di arrivare ad un giudizio finale”. Padoan risponderà a breve, riferiscono fonti di via XX Settembre. Secondo cui la richiesta di chiarimenti è “un passaggio usuale quando si riscontra l’esigenza di ulteriori elementi per la valutazione dei bilanci”.

“Nel 2018 il Draft Budgetary plan” inviato dall’Italia a Bruxelles “prevede uno sforzo strutturale dello 0,3% del pil”, ricorda nel dettaglio la missiva. Questo dato, “una volta ricalcolato dagli uffici della Commissione Ue in base alla metodologia comunemente condivisa arriva allo 0,2%”. Ed è “inferiore a quello richiesto di almeno lo 0,6%” del pil, come previsto dalle raccomandazioni del Consiglio europeo dell’11 luglio 2017.

Nel dare un giudizio sulla bozza per il bilancio 2018, la Commissione europea “terrà in conto, comunque, dell’obiettivo di avere un sistema fiscale che contribuisca a rafforzare la continua ripresa (dalla crisi) e assicuri la sostenibilità delle finanza pubbliche italiane”. “Terremo in conto anche dei recenti sviluppi e previsioni di spesa relativi all’arrivo e alla presenza di migranti in Italia, come previsto dalla bozza, e vi invitiamo a fornirci maggiori informazioni a questo riguardo”, si legge ancora nella lettera.