“E’ una storia di fiction dove ci sono dentro alcuni elementi del nostro tempo: il tema del dubbio, del viaggio, della fuga, dell’amicizia e dei diversi modi di concepire l’attrazione tra uomo e donna”. Pierluigi Pardo, giornalista sportivo noto per le sue telecronache, presenta così il suo prima romanzo “Lo stretto necessario” (edito da Rizzoli). Un libro che non parla di calcio ma che lo utilizza come sfondo; tutta la vicenda è infatti ambientata nei quaranta giorni dei mondiali del 2006. Pardo ammette di avere come punto di riferimento un altro scrittore che usava il calcio come ambientazione nei suoi romanzi, Nick Hornby. “E’ la mia guida assoluta in modo dichiarato fin dall’inizio con la boutade delle classifiche di ‘Alta fedeltà'”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO DAVVERO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire perché noi, come tutti, non lavoriamo gratis. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Quattro mezze cartelle / 13: A M.V.

next
Articolo Successivo

La poesia italiana degli anni Duemila, dialogo con l’autore/ 2

next