Erano a pochi metri da lui, nelle campagne di Molinella, Bologna. Tre carabinieri in borghese a bordo di un’auto civetta. Con Igor il Russo ci hanno anche parlato: lui era al volante di un furgoncino bianco e ai militari ha chiesto di lasciargli spazio per poter passare nella strada stretta. Potevano fermarlo, ma dalla centrale è arrivato l’alt: “Aspettate i rinforzi”. E così Igor sparisce per sempre. Per fare chiarezza su cosa sia successo quella sera e per capire se ci siano responsabilità nella fuga del “killer di Budrio” la Procura militare di Verona ha aperto un fascicolo di indagine.

Erano le 19.45 dell’8 aprile quando i tre militari si trovarono faccia a faccia con Norbert Feher alias Igor Vaclavic, il pregiudicato serbo ricercato per il duplice omicidio del barista Davide Fabbri e della guardia ecologica Valerio Verri. I tre carabinieri vedono sopraggiungere un mezzo, simile a un Fiorino, corrispondente alla descrizione del furgone del killer. Lo seguono e allertano la centrale operativa di Molinella, con cui rimangono costantemente in contatto. Gli si accostano in una strada di campagna e gli ordinano di scendere dall’auto e di mostrare le mani. Igor, però, mette la retromarcia, percorre 150 metri e si ferma a ridosso del boschetto vicino alla strada. Con tutta calma si dirige nella vegetazione, per poi tornare indietro per prendere uno zaino dimenticato nel furgoncino. Dopodiché si allontana definitivamente. I carabinieri comunicano che “non sembra armato“. E i superiori, per motivazioni che ora la Procura militare vuole chiarire, ordinano ai militari di mantenere la calma, limitarsi a osservare i movimenti del soggetto e aspettare i rinforzi che da lì a poco sarebbero arrivati. Erano le 19.45: secondo quanto riporta Il Giornale i rinforzi sarebbero arrivati solo un’ora e mezza dopo, alle 21.15. Da quella volta Igor non è mai più stato individuato.

Il fascicolo aperto dall’ufficio giudiziario militare guidato dal procuratore Stanislao Saeli è per “atti relativi”, cioè senza indagati né reati, ed è stato aperto sulla base delle notizie riportate dai giornali sulla vicenda. Obiettivo dell’accertamento, ancora in corso, è capire se la procedura seguita la sera dell’8 aprile sia stata corretta e se ci siano eventuali responsabilità in chi ha operato.