La Camera dà il via libera alla legge sulla cannabis a scopo terapeutico, il provvedimento già mutilato dalla parte che riguarda la liberalizzazione, e invia il testo al Senato dove inizia la corsa contro il tempo per approvarlo entro la fine della legislatura. Dopo i ritardi e il rischio di veder affossato tutto per mancanza di coperture, la proposta di legge è stata approvata con 317 i voti favorevoli (centrosinistra, sinistra e M5s), 40 i contrari (centrodestra, per i rischi di ambiguità del provvedimento), 13 gli astenuti (Alternativa popolare, secondo cui l’uso terapeutico è già regolamentato). Il testo fissa criteri uniformi sul territorio nazionale garantendo ai pazienti equità d’accesso; promuove la ricerca scientifica sui possibili impieghi medici; sostiene lo sviluppo di tecniche di produzione e trasformazione per semplificare l’assunzione.

La legge è quella che all’inizio della legislatura avrebbe dovuto contenere anche la liberalizzazione. Tema che la maggioranza, nonostante le prime aperture, non ha voluto neppure portare in Aula. A parlare oggi è proprio il senatore e sottosegretario agli Esteri, nonché promotore dell’Intergruppo sulla liberalizzazione, Benedetto Della Vedova: “Oggi la Camera ha approvato un disegno di legge”, ha detto in un video su Facebook, “che nemmeno affronta il tema come si dovrebbe, vale a dire con una apertura vera, sulla base delle esperienze migliori in giro per il mondo. E il testo di legge dell’Intergruppo cannabis legale non è stato bocciato, ma rimosso. Questa è una sconfitta per l’Intergruppo e mia personale. E’ innanzitutto una responsabilità del Pd, diviso al proprio interno e che non ha voluto litigare con i compagni di cordata della coalizione di governo di Ap”. Quindi ringrazia “chi più ha lavorato per arrivare all’obiettivo di portare in Aula il ddl dell’Intergruppo: Vittorio Ferraresi del M5S, Daniele Farina di Si e Pippo Civati di Possibile”. Il Pd, ha continuato Della Vedova, “che pure aveva Giachetti come primo firmatario, ha scelto di non rischiare e ha perso un’occasione. Quello della legalizzazione è un tema popolare, su cui gli italiani si esprimono in maggioranza a favore. Ed è proprio questo che dobbiamo capitalizzare di questa esperienza: nella discussione pubblica il tema della legalizzazione della cannabis è entrato con una forza che non aveva mai avuto fino ad oggi. Hanno vinto i proibizionisti e tutto resterà uguale: soldi alle mafie, nessun controllo sulle sostanze, giudici e carceri impegnati a reprimere e rieducare ‘criminalì che fanno uso di cannabis, risorse sottratte al bilancio pubblico che in tempi di manovra sappiamo cosa vuol dire. Abbiamo perso una battaglia parlamentare, ma abbiamo segnato punti irreversibili nella discussione: gli italiani sono pronti”.

Sul tema si è espressa anche Maria Stagnitta, presidente di Forum Droghe: “Prendiamo atto che la Camera ha avuto un piccolo sussulto di dignità approvando il simbolico provvedimento sulla cannabis terapeutica. Rimane l’amarezza di aver visto stralciare dalla proposta sulla cannabis tutto il resto, lasciando in piedi un testo piuttosto deludente. La maggioranza ampia dimostra che una certa sensibilità per l’argomento esiste anche fra i banchi parlamentari, e fa intuire come si potesse lavorare su un testo più avanzato, anche solo sulla cannabis terapeutica. Le due votazioni segrete perse per una decina di voti sono lì a testimoniarlo”. E ha concluso: “Il passo avanti è molto piccolo, ma ci faremo comunque promotori di un’azione insieme a tutti i pazienti e le loro famiglie, e le associazioni che lavorano su questi temi verso le forze politiche affinché il voto di oggi non sia lettera morta”.

Queste, in sintesi, le principali novità.
CANNABIS A USO TERAPEUTICO – Il medico potrà prescrivere medicinali di origine vegetale a base di cannabis per la terapia del dolore e altri impieghi. La ricetta (oltre a dose, posologia e modalità di assunzione) dovrà recare la durata del singolo trattamento, che non può superare i 3 mesi.

MEDICINALI A CARICO DEL SSN – I farmaci a base di cannabis prescritti dal medico per la terapia del dolore e impieghi autorizzati dal ministero della Salute saranno a carico del Servizio sanitario nazionale. Se prescritti per altri impieghi, restano al di fuori del regime di rimborsabilità. Vale in ogni caso l’aliquota Iva ridotta al 5%.

PRODUZIONE DI CANNABIS – Coltivazione della cannabis, preparazione e distribuzione alle farmacie sono affidate allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Se necessario, può essere autorizzata l’importazione e la coltivazione presso altri enti. Sono stanziate risorse per 1 milione e 700 mila euro.

MONITORAGGIO PRESCRIZIONI – A Regioni e Province autonome spetta il compito di monitorare le prescrizioni, fornendo annualmente all’Istituto superiore di sanità i dati aggregati per patologia, età e sesso dei pazienti sotto terapia di cannabis, nonché quello di comunicare all’Organismo statale per la cannabis il fabbisogno necessario per l’anno successivo.

INFORMAZIONE E PROMOZIONE RICERCA – Norme specifiche prevedono campagne di informazione, aggiornamento periodico dei medici e del personale sanitario impegnato nella terapia del dolore, e promozione della ricerca sull’uso appropriato dei medicinali a base di cannabis.