In Piemonte il Movimento 5 Stelle perde un pezzo. Uno dei consiglieri regionali lascia il gruppo e denuncia la presunta mancanza di solidarietà, sostegno e collaborazione, ma anche la violazione del principio per cui “uno vale uno”. È un addio amaro quello di Stefania Batzella, militante della Val di Susa e vicina al movimento No Tav, alle persone con cui da tre anni siede in Consiglio regionale del Piemonte. La sua è “una decisione sofferta ma obbligata”: “Ho principi e valori ben saldi – scrive in un comunicato -, ho sempre lottato, per sensibilità personale e per appartenenza professionale, per le pari opportunità e contro le discriminazioni e per queste ragioni è diventato impossibile restare all’interno di un gruppo nel quale io per prima mi sento discriminata e lesa nella dignità”.

L’ultimo episodio che ha portato Batzella a questa decisione è un comunicato del capogruppo Francesca Frediani sul “baby pit stop”, dichiarazioni di cui lei – coinvolta in prima persona nel progetto – non è stata messa al corrente: “Non è la prima volta che non vengono rispettate le mie deleghe e competenze all’interno del gruppo, ignorando o non riconoscendo il lavoro svolto”. I suoi ormai ex compagni definiscono “infondate” le sue dichiarazioni che “non trovano alcuna corrispondenza nella realtà”, elencano gli incarichi affidati a Batzella come presidente della Consulta regionale delle Elette e come referente per gli affari sociali del M5s piemontese: “Surreali dunque le accuse di presunte assenze di merito e discriminazioni”. I consiglieri M5s, poi, spiegano anche che “da diverse settimane la consigliera Stefania Batzella non partecipava alle riunioni del gruppo consiliare e alle attività del consiglio regionale per motivi prettamente personali”, motivi particolarmente gravi. Dopo alcuni mesi di comprensione, gli altri eletti hanno chiesto a Batzella di prendere una decisione sul suo impegno, ma non si aspettavano questa svolta. Certo, verso di lei c’erano dei malumori: alcuni non avevano gradito il suo aver taciuto – al momento della candidatura – l’indagine per interruzione di pubblico servizio per aver partecipato a blocco autostradale coi No Tav, circostanza emersa soltanto dopo l’adozione del codice di comportamento del M5s.

Batzella ha annunciato che resterà seduta ai banchi di palazzo Lascaris “dedicando particolare attenzione ai temi legati alla sanità, alle pari opportunità, alle politiche sociali e ai diritti civili”. Dall’altra parte, invece, la invitano a dimettersi dal consiglio regionale “in coerenza con quanto affermato per anni da eletta, lasciando il posto a chi si riconosce nel Movimento 5 Stelle. Altrimenti – concludono – avremo solo la dimostrazione di un suo attaccamento alla poltrona e non certo agli ideali in cui afferma di riconoscersi”.