L’hanno aggredita, insultata, minacciata e presa a sputi bloccandola per un’ora e mezza all’interno della sua auto. In cinquanta contro uno. L’unica “colpa” della donna era quella di aver ceduto la propria abitazione (foto sotto) alla cooperativa Svoltare onlus che utilizzerà la villetta di 350 metri quadri per accogliere 20 profughi.

È accaduto martedì sera a San Michele Tiorre, frazione di Felino, in provincia di Parma. Nel gruppo – stando al racconto della donna, 59 anni – c’erano molti residenti del piccolo borgo, 1.970 abitanti sulle colline parmensi, che finora non aveva messo a disposizione dell’accoglienza alcuno stabile e in totale dovrà accoglierne 36. Lei, superato lo choc, ha avvisato la prefettura di quanto accaduto e ha poi denunciato l’episodio ai carabinieri.

“Farsi dominare dalla paura, seguire chi grida alla pancia e non segue la ragione, pensare che la violenza verbale o fisica sia una soluzione sono il metodo per cadere ancora più in basso”, ha commentato il sindaco di Parma Federico Pizzarotti. “La paura è un sentimento che divide. Le soluzioni ci sono, ma noi dobbiamo avere un approccio istituzionale – ha spiegato – Ancora più legge, ancora più Stato”.

L’aggressione non basta, invece, per far mollare la presa alla Lega Nord che annuncia una manifestazione contro i 20 profughi per sabato mattina: “Saremo in piazza a Felino con tutto il centrodestra per denunciare e protestare contro la situazione che si sta generando a causa delle assurde politiche messe in atto da questo governo e dai prefetti. Si stanno creando le condizioni per lo scontro sociale e a poco valgono i nostri appelli, che ancora oggi ripetiamo con forza, alla calma e ad evitare episodi violenti“, dicono Maurizio Campari, segretario Lega Nord Parma, e il segretario provinciale Emiliano Occhi.

“Quanto è avvenuto è grave ed inaccettabile – commentano in una nota i parlamentari parmensi del Pd Giorgio Pagliari, Giuseppe Romanini e Patrizia Maestri – Alla signora e a tutta la comunità, scossa da quanto avvenuto, va la nostra vicinanza e solidarietà”.

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