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Bonus di 70mila euro per l’ingegnere indagato per la frana di Niscemi. Premiato “per i risultati raggiunti”

L'ingegnere Tumminello ha ricoperto la carica di capo della struttura commissariale per il dissesto idrogeologico fino al 31 dicembre 2025, pochi giorni prima dello smottamento. Era stato nominato dal governatore della Sicilia, Renato Schifani. Per i pm, "con la sua inerzia ha contribuito al disastro"
Bonus di 70mila euro per l’ingegnere indagato per la frana di Niscemi. Premiato “per i risultati raggiunti”
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Sergio Tumminello, uno dei 13 indagati per la frana di Niscemi, ha ottenuto un bonus di 70mila euro per i risultati raggiunti in quanto capo della struttura commissariale per il dissesto idrogeologico. Per la Procura di Gela, che lo ha iscritto nel registro degli indagati, l’ingegnere con la sua inerzia ha contribuito a determinare lo smottamento del paese in provincia di Caltanissetta. Tumminello era stato nominato commissario a novembre 2024, dal governatore della Sicilia Renato Schifani, e ha ricoperto tale carica fino al 31 dicembre del 2025. L’autorelazione che attesta il raggiungimento dei risultati è di fine gennaio, depositata qualche giorno prima della frana e integrata a febbraio. Tumminello è stato indagato ad aprile: i magistrati gli contestano il disastro colposo e il danneggiamento.

Per l’accusa, non realizzando gli interventi necessari al consolidamento di un territorio a rischio smottamenti da 30 anni, l’ingegnere ha contribuito a determinare l’evento franoso che ha devastato Niscemi. Eppure poche settimane prima del disastro, con un pezzo di costone crollato e palazzine rimaste in bilico sul precipizio, l’ingegnere Tumminello ha incassato 70mila euro come premio di rendimento.

Di recente, come ha scritto La Sicilia, il lavoro della struttura commissariale è stato oggetto di un approfondimento della Corte dei Conti che ha passato in rassegna come sono stati spesi, in tutta Italia, i finanziamenti degli ultimi anni. La Sicilia è tra le Regioni che riceve i maggiori finanziamenti. Ma sull’isola – si legge nella relazione – “nel 2024 sono stati finanziati 104 progetti, di cui uno concluso”, cioè il consolidamento e sistemazione idraulica della strada tra le frazioni Grotte e Calcare e la strada statale Messina-Catania, e “12 in esecuzione”, di cui 11 per consolidamento di costoni rocciosi, scogliere, mura e versanti per il rischio frane, e poi “32 in fase di progettazione e 59 da avviare o con dati non comunicati circa lo stato di attuazione delle opere”.

Ma Tumminello ha precisato che il dato indicato dal referto della Corte dei Conti “non è sintomo di inefficacia o inefficienza della struttura commissariale”, in quanto i tempi di un’opera pubblica “risultano condizionati dalla durata del progetto, dalla gara d’appalto per l’affidamento dei lavori, dalle verifiche in capo all’operatore economico aggiudicatario e dalla relativa contrattualizzazione, dall’attuazione delle procedure espropriative e dall’esecuzione dei lavori che dipendono dal valore del contratto e che generalmente interessano più annualità“.

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