“Non facevo un pigiama party da quando ero un ragazzino”. Richard Branson, il miliardario fondatore del gruppo Virgin, è barricato sulla sua isola privata, Necker, nel mar dei Caraibi. E non ha nessuna intenzione di muoversi nonostante l’atollo stia per essere – con ogni probabilità – colpito dall’uragano Irma. Il tifone, infatti, dalle Antille, dove si è abbattuto ore fa, si sta dirigendo proprio verso quell’area. “Ci stiamo ritirando nella cantina di cemento sotto la casa”, ha twittato Branson, che sul social network sta postando foto e aggiornamenti dalla villa.

“Gli edifici qui a Necker se la cavano abbastanza bene con condizioni climatiche estreme, ma con un uragano di categoria 5…”, ha scritto il miliardario sotto una foto che ritrae ombrelloni, sedie e tavoli ritirati all’interno della casa. Branson ha fatto sapere che alcuni ospiti hanno deciso di terminare prima la propria permanenza sull’isola, mentre un altro gruppo ha scelto di posticiparla.

Il patron del gruppo Virgin, tuttavia, non è nuovo a queste cose. Come spiega lui stesso su Twitter, è rimasto sull’isola ogni volta che un uragano ha rischiato di colpire Necker. Le esperienze passate non devono averlo dissuaso se anche con Irma – innalzato al massimo livello di pericolosità – Branson non si muoverà dall’isola insieme al suo team.

“I nostri pensieri sono con tutti quelli che sono stati colpiti dall’uragano Harvey, mentre qui nelle isole Vergini britanniche ci prepariamo all’uragano Irma – ha salutato Branson con un altro cinguettio – state al sicuro e fate in modo di essere il più possibile pronti e informati”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

La valle brucia in trenta secondi: le immagini del gigantesco rogo che ha devastato una valle dell’Oregon

prev
Articolo Successivo

Dreamers, 15 Stati contro Donald Trump. Il presidente Usa: “Nessun ripensamento”

next