Un’intera palazzina affittata a 15 venditori ambulanti bengalesi a Paola, in provincia di Cosenza. Tutti pagavano, in nero, 100 euro al mese per vivere in un fabbricato di 7oo metri quadri, tra cumuli d spazzatura, stanze sporche prive di pavimenti, mobili e letti. Su richiesta del pm Anna Chiara Fasano, il gip Rosamaria Mesiti ha sequestrato lo stabile dopo che la Guardia di finanza, durante il sopralluogo, ha chiesto un intervento sul posto di un ispettore dell’Asp di Cosenza. Quest’ultimo ha confermato le “precarie” condizioni igienico-sanitarie dei locali affittati, risultati incompatibili con le “normali condizioni di vita”. Nella palazzina, infatti, le fiamme gialle hanno trovato cucine alimentate pericolosamente con bombole a gas e stoviglie ed accessori in pessime condizioni. I bagni e le docce erano addirittura fuori dall’edificio. I proprietari dello stabile affittato ai bengalesi sono stati denunciati per il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato. La Procura di Paola, guidata da Pierpaolo Bruni, adesso calcolerà gli affitti percepiti in nero negli ultimi anni e li sottoporrà a tassazione.
Diversi extracomunitari, alcuni minorenni, sono risultati senza permesso di soggiorno. Otto di loro sono stati denunciati, inoltre, per detenzione per la vendita di prodotti industriali recanti marchi contraffatti e ricettazione. All’interno della palazzina, infatti, sono state sequestrate 409 capi di abbigliamento tra scarpe, borse, borsellini ed occhiali da sole di note griffe contraffatte.

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