Ritornerà dalla sua famiglia di origine e starà con la nonna. È quanto stabilito dal giudice Khatun Sapnara, musulmano osservante, riguardo al caso della bambina londinese di 5 anni proveniente da una famiglia cristiana e data in affido a una coppia musulmana praticante. Lo riporta il Times, lo stesso quotidiano che per primo aveva reso resa nota la vicenda. Il magistrato ha sottolineato come nell’affido, deciso in questo caso dal consiglio locale di Tower Hamlet a Londra est contro il volere della famiglia originaria, vadano tutelate le origini culturali e religiose del minore. Già ad aprile una ispezione aveva segnalato “gravi e diffuse deficienze nei servizi forniti ai bambini bisognosi di aiuto e protezione” nel municipio in questione e nel 2014 un rapporto del governo, rivelato alla stampa, denunciava i contantti del capo del municipio Luftur Rahman con gruppi estremisti islamici.

Secondo quanto rivelato dal giornale britannico, alla bambina, affidata per due volte a famiglie musulmane praticanti, era stato vietato vietato di indossare una collana con una croce ed era stata costretta a studiare l’arabo. Non poteva mangiare carne di maiale né celebrare festività come Natale e Pasqua perché considerate “stupide” dalla famiglia affidataria. Inoltre, sempre il Times ha scritto che le donne della nuova famiglia indossavano il niqab e in certi casi il burqa. La bambina – secondo il racconto del Times – è nata in Inghilterra, parla inglese come prima lingua, ama il calcio, possiede un passaporto britannico ed è stata battezzata in una chiesa. Dopo il trauma di essere separata dalla famiglia è descritta come intrappolata in un mondo dove tutto le sembra straniero e poco familiare. La madre naturale – di cui nulla si sa – si è detta “inorridita” dalle famiglie affidatarie.

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