Una bimba di due anni è morta nell’ospedale Giovanni XXIII di Bari per una infezione da Seu, Sindrome emolitico-uremica. È il secondo caso di infezione in pochi giorni in Puglia, dopo quello della piccola francese di 18 mesi in vacanza con la famiglia in Salento, ricoverata nello stesso ospedale e in lieve miglioramento. Dal primo luglio ad oggi sono stati 16 i casi di Seu in Puglia: 14 hanno riguardato bambini di età inferiore ai 36 mesi. La bambina di Corato, in provincia di Bari, è arrivata in ospedale nella tarda serata del 23 agosto già in gravi condizioni. È stata sottoposta a dialisi e ricoverata nel reparto di terapia intensiva, ma col passare delle ore le sue condizioni sono però peggiorate.

Sull’origine dell’infezione è stata attivata la segnalazione all’Osservatorio epidemiologico regionale. Inizialmente l’ipotesi era che l’infezione fosse stata contratta tramite il batterio dal formaggio fresco fatto con latte non adeguatamente pastorizzato, ma gli accertamenti dell’Osservatorio, tramite Asl e Arpa, si stanno indirizzando anche verso prodotti alimentari di diversa natura quali carni, frutta, verdura e prodotti lattiero caseari. Sarà l’analisi di laboratorio effettuata sui campioni prelevati in diversi punti vendita ad individuare l’origine dell’infezione che ha ucciso la bambina di Corato.

Il direttore della Asl di Bari Vito Montanaro aveva spiegato a ilfattoquotidiano.it che il panico scatenatosi era “ingiustificato” e aveva invitato “tutti a seguire le norme igienico sanitarie sempre valide”: ovvero lavarsi le mani molto spesso, evitare il consumo di carne cruda e di latte non pastorizzato.

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