La Tav Lione-Torino per i francesi è in pausa. La ministra dei trasporti Elisabeth Borne ha annunciato nelle scorse ore davanti all’assemblea nazionale che il progetto è sospeso e che rientra tra quelli su cui si dovrà fare una riflessione e di cui il presidente Emmanuel Macron aveva già parlato durante l’inaugurazione della linea Tgv Parigi-Rennes il primo luglio scorso.

La ministra ha tuttavia fatto riferimento alla “specificità” del progetto che “è stato finanziato al 40 per cento dall’Unione europea, ma anche al 35% dall’Italia, che fa parte delle reti trans-europee, quindi si tratta di una questione e un aspetto di cui si dovrà tenere contro nelle decisione che saranno prese sul progetto”, si legge su Le Figaro. A partire da settembre si dovrà preparare “una legge quadro sulla mobilità che sarà presentata al Parlamento per essere esaminata nel primo semestre 2018. E sarà il Parlamento a decidere sui diversi progetti: “Noi dovremmo equilibrare, anno per anno e nella legge, i nostri programmi di investimento”. La ministra ha anche ribadito “la necessità di trovare nuove risorse” per finanziare il mantenimento delle infrastrutture.

Sul punto è intervenuto il vicesindaco M5s a Torino Guido Montanari, esponente di una giunta che è da sempre contraria alla Tav. “Le notizie che arrivano dalla Francia ci fanno piacere perché la pausa che il governo ha annunciato di voler prendere sulla Tav noi la chiediamo da anni e continuiamo a chiederla all’Italia. Una pausa di riflessione seria in cui finalmente si mettano sul tavolo pro e contro e si capisca davvero se quest’opera serve”. Anche per la capogruppo M5s in Consiglio comunale, Chiara Giacosa, “è positivo che finalmente ci sia a livello istituzionale chi si interroga sulla reale utilità dell’opera. Chiediamo anche al Governo italiano di fermarsi e riflettere davvero per il bene dei cittadini e non solo di pochi”.

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