4. Non dimenticare di mettere la privacy in valigia

Questa raccomandazione ha incrementato il business dei negozietti cinesi, che hanno sfruttato l’ortodosso rispetto del consiglio da parte di un’infinità di vacanzieri che non hanno dimenticato la privacy, ma non hanno messo in valigia spazzolini, rasoi, deodoranti e mille altre cose che – negli anni precedenti – si erano guardati bene dal lasciare a casa.

5. Attenzione ai “pacchi”

Non si capisce l’attinenza del quinto comandamento con la privacy, ma ci piace la sensibilità del Garante verso i cittadini che cadono negli immancabili imbrogli che affliggono chi cerca alberghi e case in affitto per il periodo di vacanza.

Segnalare questo rischio a luglio inoltrato (con la gente già bidonata e magari in coda ai caselli autostradali di ritorno a casa) quando tutti hanno fatto le loro prenotazioni a febbraio-marzo è segno di tempestività non comune.

6. App-rova di estate

Il titolo del punto 6 del decalogo ricorda certe pubblicità o televendite di emittenti di provincia. Il consiglio di astenersi dall’installare le app di provenienza sconosciuta suona un po’ come il “non mangiare i funghi velenosi”, ma le raccomandazioni davvero struggenti sono addirittura tre: “leggere con attenzione le descrizioni delle app” (come se avvisassero di possibili fregature), “consultare eventuali recensioni degli altri utenti” (come se fossero autentiche e veritiere), “evitare che i minori possano scaricare app da soli” (quando sono i ragazzini ad installare le app a genitori e parenti).

(continua…)

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Estate in privacy, dai selfie alle app: i consigli di stagione del Garante

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