Cognetti o Ciabatti, Ciabatti o Cognetti. Anche nel 2017 il premio Strega sarà una questione interna al più grande gruppo editoriale italiano Mondadori/Rizzoli. Poche le sorprese tra i cinque finalisti che il 6 luglio 2017 si contenderanno l’ambito riconoscimento letterario italiano. Per ora, in testa con 281 preferenze su 660 aventi diritto al voto, c’è Paolo Cognetti con Le Otto montagne, romanzo immenso sul burrone dell’infinito esistenziale, racconto di formazione che vibra tra le rocce e il legno dell’alta quota alpina, e che risponde alla casa editrice Einaudi. Al secondo posto, con un distacco già evidente viste le 177 preferenze raccolte, c’è Teresa Ciabatti autrice de La più amata (Mondadori). Terza posizione per Wanda Marasco con 175 preferenze per La compagnia delle anime finte (Neri Pozza); quarto Alberto Rollo, 160 preferenze,  per Un’educazione milanese (Manni); quinto Matteo Nucci con 158 preferenze per È giusto obbedire alla notte (Ponte alle Grazie). Niente finale per almeno un paio di nomi “caldi” come Chiara Marchelli – 125 le preferenze per Le notti blu (Perrone) e per Marco Ferrante – 111 voti per Gin tonic a occhi chiusi (Giunti).

Almeno un paio le considerazioni sulla cinquina 2017 dello Strega. Il nostro favorito assoluto, Cognetti, è oramai lanciato a succedere ad Edoardo Albinati, con ampio margine di distacco su secondo e terzo, per un motivo su ogni altro: Le otto montagne è un romanzo che non lascia per un attimo il lettore in pace, lo tormenta, lo accompagna nel percorso di un protagonista inquieto che trova nei sentieri, nei dirupi, nelle valli scoscese alpine il senso della vita e la misura del rapporto col prossimo. Detto questo il meccanismo più “democratico” che vuole una casa editrice medio piccola in finale è comunque riuscito con l’exploit della piccolissima Manni che in Rollo, e nel suo Un’educazione milanese, mostra una Milano inedita che fa i conti con una memoria operaia e semplice all’interno di una trasformazione rapidissima e priva di direzione. Infine il gruppo Gems raggiunge anch’esso la finale con il libro di Nucci. È giusto obbedire alla notte (Ponte alle Grazie), opera più classica e robusta (quasi 400 pagine) che ha al centro una figura misteriosa come “il dottore” rifugiatosi in una sorta di comunità periferica sul Tevere per curarsi da una ferita dell’anima che non riesce a rimarginarsi. La finale si svolgerà il 6 luglio 2017 di nuovo a Villa Giulia dopo il fallimentare esperimento dell’Auditorium.

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