In politica si possono avere opinioni e idee diverse su come gestire la cosa pubblica. Ma la salute dei bambini non può diventare terreno per la battaglia politica. A mio parere, il Movimento 5 Stelle ha fatto proprio questo errore: in Emilia Romagna la vicepresidente pentastellata della commissione Sanità, Raffaella Sensoli, ha messo in dubbio l’obbligatorietà delle vaccinazioni per poter frequentare l’asilo nido e ha chiesto alla giunta regionale presieduta dal democratico Stefano Bonaccini di fare un passo indietro avviando un confronto tra Comuni, Asl e rappresentanti della associazioni”.

L’ultimo preoccupante episodio, in ordine di tempo, riguarda il sindaco Cinque stelle di Porto Torres Sean Wheeler che, pur premettendo di non avere alcuna competenza scientifica, dopo aver messo in correlazione vaccini e autismo, si è astenuto dal votare la mozione (alla fine bocciata) presentata dal consigliere Pd Massimo Cossu che ha proposto al Comune un piano sicuro per la vaccinazione dei bambini chiedendo di rendere obbligatoria la profilassi per chi iscrive i figli all’asilo nido.

A tutto c’è un limite e non bisogna superarlo. Non far vaccinare i bambini crea dei pericoli per la salute pubblica. Con quale competenza specifica i 5 Stelle consigliano o meno ai cittadini di non vaccinare i propri figli? Vogliono forse mettere in dubbio anche la scienza e la medicina? Siamo passati alle post verità anche sulla salute? Un conto è avere idee stravaganti sull’esistenza delle sirene, sugli effetti delle scie chimiche, sui microchip sottocutanei, ma non si può trattare con la stessa leggerezza anche il campo della medicina, tantomeno quando si parla di vaccini.

Se l’argomento non fosse serio e di estrema delicatezza ci sarebbe da ridere. Ma qui non è più il tempo di sottovalutare certe questioni. Non è nemmeno ipotizzabile che magari un giorno sul blog di Beppe Grillo possa comparire un sondaggio online per chiedere ai militanti 5 Stelle se sia meglio far vaccinare i propri figli oppure no. Il Movimento non è nuovo a giravolte ideologiche: un giorno è contro l’euro, il giorno dopo vuole entrare nel Gruppo più europeista del panorama politico dell’Unione; un giorno sta con Trump, un altro con Putin e il terzo con nessuno dei due. Insomma, un vero movimento liquido, ma a cui sembra mancare la sostanza politica seria. La salute non è un gioco o un errore grammaticale e la scienza non è un’opinione politica.

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