Il video proposto è stato realizzato dal neonato team investigativo dell’associazione Free John Doe. Il gruppo, formato da persone che si occupano di indagini grazie all’utilizzo di attrezzatura tecnica specifica, per cinque mesi ha investigato un macello in provincia di Frosinone posizionando delle telecamere nascoste che hanno ripreso, per la prima volta in Italia, scene di violenza su bufalini, vitelli e mucche, filmando le azioni degli operatori a loro insaputa (alcune scene sono già stata mandate in onda martedì 18 aprile su Rai2, durante l’ultima puntata di Animali come noi, il programma condotto da Giulia Innocenzi).   

Il giornalista, scrittore ed attore teatrale Andrea Scanzi ha fatto da testimonial alle immagini che mostrano quanto avviene nel mattatoio, commentandole. “Il video mostra immagini indubbiamente molto forti – spiegano gli autori delle immagini -, ma è necessario che vengano divulgate per far conoscere a più persone possibile la realtà di violenza che si cela all’interno di ogni mattatoio, a prescindere dal rispetto delle norme vigenti in tema di macellazione”.

A seguito del lavoro investigativo di Free John Doe e dietro denuncia formale della LAV è stato richiesto l’intervento dei carabinieri NAS per indagare più a fondo sulle attività della struttura.

Le immagini raccolte mostrano gli operatori che infieriscono sugli animali con calci, pugni e bastonate, in alcuni casi si vedono gli operatori che utilizzano ripetutamente il pungolo elettrico sugli animali e in alcuni casi anche sui cuccioli (severamente vietato). Vitelli e bufalini vengono lanciati dai camion durante lo scarico, per essere poi macellati insieme, ammassati l’uno sull’altro e appesi insieme prima di essere sgozzati.

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