48 ORE FUORI – IL PERMESSO di Claudio Amendola. Con Luca Argentero, Claudio Amendola, Giacomo Ferrara. Italia 2017. Durata: 91’ Voto 3/5 (DT)

Angelo è un ragazzino che è stato arrestato per rapina e che non ha spifferato chi erano i suoi complici coetanei. Rossana, di famiglia ricchissima, è dentro perché dopo un viaggio nascondeva in valigia chili di cocaina. Donato, un cane sciolto duro e violento, vive nell’ossessione di una prostituta amata e perduta. Luigi, maturo boss di quartiere, sa che il figlio non ha la stoffa da criminale come lui e che la sua spregiudicatezza gli costerà cara. Quattro storie di carcerati che si incrociano nel lasso di tempo di 48 ore, permesso d’uscita dal carcere di Civitavecchia: Angelo ritroverà i compagni di rapina ma sogna di essere giardiniere; Rossana ancora non riceve sufficienti attenzione da una madre distratta e snob; Donato tornerà a frequentare il giro della mala e dei combattimenti clandestini; Luigi sacrificherà la sua vita per il figlio. Tentativo di noir metropolitano contemporaneo dalle molte camminate dei protagonisti e dai pochi fronzoli stilistici, scritto con un certo lirismo anni ’80 da Giancarlo De Cataldo (Romanzo Criminale, Suburra) e con i giovani protagonisti forse più concentrati e partecipi dei colleghi più anziani. Lodevole lo sforzo di Argentero nell’interpretare un silenzioso tizio dallo sguardo basso e torvo che si cura da solo le ferite come Rambo. Amendola alla seconda regia mostra un insolito attaccamento poetico, intimo e nostalgico ai personaggi “negativi”.

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