A Massa, nel cuore dell’area di crisi apuana, una fabbrica ha riaperto grazie alla determinazione dei suoi 24 operai che hanno riacceso le macchine. Si tratta della Rational Speedy Wash, stabilimento nato nel ’56 che progetta, fabbrica e spedisce in Italia e all’estero lavatrici e altri macchinari per lavanderie. Nel 2013, per far fronte ai debiti, la proprietà aveva avviato il concordato in continuità con Banca Intesa e gli operai avevano accettato il contratto di solidarietà riducendosi le ore di lavoro e di conseguenza il salario.  Quattro anni in cui la Rational era riuscita a saldare parte dei debiti, fino ad arrivare a chiudere in pareggio il bilancio dello scorso anno. Il concordato sarebbe dovuto terminare tra cinque anni ma la banca – che ha anche un’ipoteca sul capannone dello stabilimento per un valore di 2,5 milioni di euro – nelle scorse settimane ha deciso di presentare istanza di fallimento a fronte dei debiti residui della Rational: in totale trecentomila euro. “Alcuni operai piangevano ma ci siamo subito asciugati le lacrime e un minuto dopo ci siamo detti che la fabbrica non doveva chiudere – racconta Rinaldo Valenti, operaio della Rational – la prima macchina l’abbiamo fatta riaccendere al sindaco Alessandro Volpi”. La Regione Toscana ha fatto sapere che convocherà separatamente Banca Intesa e la proprietà dello stabilimento per cercare di bloccare l’istanza di fallimento. Nel frattempo alla Rational si continua a lavorare con l’orgoglio di aver mandato un segnale a tutti gli operai che affrontano la crisi: “Sì può fare”

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