I numeri definitivi del tesseramento del Pd in provincia di Reggio Calabria non ci sono. Dopo quasi tre settimane dalla fine delle operazioni, ci vorrà probabilmente ancora qualche giorno per capire quanti sono gli iscritti del Partito democratico. “Orientativamente siamo intorno a 3.500 tesserati in tutta la provincia. All’ultimo tesseramento erano qualcuno in più”. È l’unica risposta, sul punto, del coordinatore provinciale Gianni Puccio, nominato alla guida del partito dopo il commissariamento della segreteria provinciale avvenuto nel settembre scorso.

Ma non sono i numeri, in questo momento, a impensierire il Pd reggino. Piuttosto quanto è successo nel circolo di Gallico, nella periferia nord di Reggio Calabria, dove in occasione del tesseramento 2017, oltre agli iscritti triplicati si sono registrate tensioni e polemiche che hanno portato alle dimissioni del segretario locale Paolo Chirico. Tessere del Partito democratico a soggetti imparentati con il clan Araniti. Iscritti che all’anagrafe risultano familiari di imputati nel processo antimafia “Ghota” e componenti dell’associazione Posidonia che faceva capo all’ex parlamentare del Psdi Paolo Romeo, ritenuto dai pm testa pensante della ‘ndrangheta reggina.

La notizia è apparsa due giorni fa sulle colonne del Quotidiano del Sud che, stamattina, invece riporta un comunicato del coordinatore Puccio il quale ha annullato le iscrizioni fatte dal circolo di Gallico. “Il tesseramento, curato dal segretario Chirico nella fase successiva alle sue dimissioni, – è scritto nella nota ufficiale – è stato ritenuto non valido e pertanto, annullato da parte della Commissione provinciale per il tesseramento. La Convenzione del circolo per l’elezione del Segretario nazionale non avrà svolgimento”.

Fin qui la posizione del Partito democratico che arriva, però, dopo il retroscena spiegato dal giornale locale. Con in mano l’elenco degli aspiranti democrat, il Quotidiano del Sud ha scritto che “dai 60 tesserati del 2014 il circolo di Gallico è passato adesso a 140 iscritti. In questa lista tanti neo tesserati sarebbero direttamente imparentati con gli Araniti, storico clan di Sambatello. Un altro folto gruppo di nomi fa parte dell’entourage familiare di Andrea Scordo che, secondo le risultanze investigative, sarebbe stato uno dei fedelissimi di Paolo Romeo, già parlamentare condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa e ritenuto oggi figura chiave delle inchieste della Dda. Tra i nuovi tesserati Pd ci sono anche appartenenti al circolo Posidonia, l’associazione di Gallico gestita direttamente da Paolo Romeo”.

Secondo il coordinatore Puccio, invece, “c’è un po’ di enfatizzazione. Mi pare che sono state già prese delle posizioni. A Gallico c’è stato un semplice problema: il segretario si è dimesso e sono state compiute delle anomalie rispetto alle procedure. Non sono state rispettate quelle che sono le regole per fare il tesseramento. Io non devo fare l’indagine che spetta alla magistratura. Il primo dato è che da 60 tesserati in quel circolo sono passati a 140, quindi vuol dire che ci sono delle anomalie”.

Il dirigente di partito vuole affrontare il problema solo dal punto di vista politico. Ma in realtà come la Calabria, questo rischia di non escludere necessariamente un contesto ambientale dove trovano spazio portaborse di consiglieri regionali che in un modo o nell’altro sono vicini a quelli che i magistrati definiscono esponenti della ‘ndrangheta.

“Il punto qual è? – aggiunge Puccio – Dimessosi il segretario, c’è stato un vuoto politico e molto probabilmente qualcuno si è inserito. Non è che adesso dobbiamo andare alla ricerca di chi è. Noi abbiamo preso atto di questa situazione, abbiamo annullato il tesseramento e abbiamo mandato il consigliere regionale Giuseppe Neri per chiarire le cose e fare tutto nella massima trasparenza. Ho compiuto un atto di responsabilità e di coraggio. Non siamo stati a guardare e addirittura il voto nei circoli non ci sarà in quella realtà”.

Resta il dato che qualcosa non ha funzionato. Solo in città, su 15 circoli erano operativi in tre: a Ravagnese, a Pellaro e a Catona. E se nei pressi di una chiesa, nella zona di Sant’Anna, è stato trovato un mazzo di tessere 2017 abbandonate a terra, in un’altra sezione ci si poteva iscrivere solo in una determinata fascia oraria perché mancava l’energia elettrica. A Gallico, nel circolo “incriminato”, infine, il tesseramento oggi annullato dal Pd si è svolto nella hall di un albergo.

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