Sara Capoferri, la trentasettenne di Brescia scomparsa da casa una decina di giorni fa, è stata ritrovata a Rezzato, paese a più di 30 chilometri da Berlingo, dove aveva lasciato la sua auto poi andata a fuoco due giorni più tardi. La donna ha ammesso di essere fuggita volontariamente perché “aveva bisogno di qualche giorno per sé”, riferisce il capitano Stefano Giovino, comandante della compagnia dei carabinieri di Chiari.

Nel pomeriggio di sabato, la Capoferri è stata vista prima in un bar e poi in un’auto nel campo dove è stata bloccata dai carabinieri, allertati dalla segnalazione fatta al Giornale di Brescia da un testimone. La trentasettenne, poi condotta a Chiari per un interrogatorio sugli aspetti poco chiari della fuga, ha subito chiarito di aver fatto tutto da sola.

“La cosa più importante è che Sara stia bene”, ha detto il capitano Giovino. “Al momento non rischia alcuna denuncia per quello che è successo”. La Capoferri, madre di una ragazza di 16 anni, aveva fatto perdere le sue tracce nella notte tra il 21 e il 22 febbraio, dopo aver lasciato gli amici con cui aveva trascorso la serata per stare un po’ da sola. La sua auto era stata ritrovata la mattina del 25 febbraio quasi completamente bruciata. Già nel 2011 era scappata di casa, ma era stata ritrovata 48 ore dopo.

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