Condannata a risarcire Carlo Taormina, suo ex avvocato, per un mancato compenso di 275mila euro. Una cifra alla quale si aggiungono iva, interessi e cassa previdenza avvocati, per un totale di 400 mila euro. A doverli pagare, come ha deciso il giudice del tribunale civile di Bologna Giuseppina Benenati, è Annamaria Franzoni, condannata nel 2008 in via definitiva a 16 anni per l’omicidio del figlioletto Samuele. E quella cifra corrisponde a 5 anni di parcelle per la difesa nel processo sul ‘delitto di Cogne‘, fino a quando il penalista non rinunciò al mandato, il 23 febbraio 2007. Taormina aveva chiesto una somma maggiore che ammontava a circa un milione di euro, motivo per cui Taormina sarebbe intenzionato a impugnare la sentenza.

L’avvocato, nel 2013, assistito dal figlio Giorgio, aveva citato in giudizio Franzoni, chiedendo il pagamento di onorari mai versati per 771.507 euro, di cui circa 14mila riferibili al marito Stefano Lorenzi per alcune querele presentate dal legale. Secondo il collegio difensivo di Franzoni, Taormina aveva pattuito la gratuità della prestazione ma non c’è prova di questo accordo. Il giudice, nel quantificare la somma dovuta, si è basato su una consulenza tecnica d’ufficio affidata all’avvocato Marco D’Apote. Ha rigettato, invece, la richiesta di condanna per Lorenzi, così come ha respinto la richiesta dei Lorenzi che pretendevano, a loro volta, un risarcimento da 200mila euro, ritenendosi danneggiati dal coinvolgimento nel processo ‘Cogne-bis’ ma, secondo il giudice, l’attività difensiva è stata svolta con puntualità e diligenza. I legali di Franzoni non hanno ancora annunciato se ricorreranno in appello, nei prossimi giorni si consulteranno in merito con la loro cliente.

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