L’agenzia Standard Ethics ha ridotto il rating degli Stati Uniti alla luce delle prime decisioni del nuovo presidente Donald Trump. La decisione della società, che si concentra sugli aspetti relativi a sostenibilità e responsabilità sociale, arriva a due giorni dal clamoroso ordine esecutivo con cui l’inquilino della Casa Bianca ha sospeso per tre mesi l’ingresso negli Stati Uniti dei cittadini di sette paesi musulmani.

Il giudizio di Standard Ethics sul merito di credito dei titoli statunitensi passa da EEE- a EE+, con outlook negativo, con la motivazione che “la rinuncia a trattati internazionali (o impegni internazionali) per la libera circolazione delle persone e delle merci e la riduzione delle emissioni rappresenta un elemento controverso nelle relazioni internazionali ed un elemento ostativo al mantenimento di uno standard ethics rating d’eccellenza”.

“Inoltre – prosegue l’agenzia di rating – qualsiasi dichiarazione o azione che possa promuovere o tollerare la tortura è un elemento gravemente negativo oltre che essere in contrasto a numerosi trattati internazionali ed alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948 promossa e firmata (tra gli altri) dagli Stati Uniti d’America”.

Lo standard ethics rating emesso dall’agenzia prevede nove classi, da EEE (la migliore) a F. Il livello EE- o superiore indica una buona conformità, mentre la singola E è una valutazione inferiore alla media. Nel valutare le nazioni, si legge nella nota metodologica, “Standard Ethics favorisce le nazioni dalla democrazia stabile e collaudata, tesa a soddisfare i più alti requisiti in termini di diritti umani, in termini di politiche ambientali, di relazioni con i paesi in via di sviluppo, di sostenibilità delle strutture economiche, in grado di garantire alti livelli sostanziali e formali di democrazia e di sicurezza comune. Questi aspetti vengono valutati secondo le linee guida e principi promossi dall’Unione europea, dalle Nazioni Unite, dall’Ocse”.

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