Massimo D’Alema al termine del suo intervento all’assemblea ‘Consenso: per ricostruire il centrosinistra‘ risponde così a chi gli fa notare di non aver mai pronunciato la parola ‘Ulivo‘: “E’ una parola che deve essere pronunciata insieme ad altre, ma mi sembra che il riferimento fosse evidente. Abbiamo bisogno di un centro-sinistra largo, aperto alla società civici, ai movimenti civici, però – conclude D’Alema con sarcasmo – come lei sa quel marchio non è nelle mie disponibilità”. Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana e candidato alla segreteria del Pd dal palco e poi conversando con i giornalisti invoca il congresso: “Discutere è necessario” e non farlo “sarebbe suicida, e non può essere sostituita né con la speranza di raggiungere percentuali irraggiungibili (il 40% per ottenere il premio di maggioranza, con la legge elettorale uscita dalla sentenza della Consulta, ndr), né con listino che sarebbero accozzaglie e frutto di oggi trasformismo”. Scissione? “No, io voglio che si faccia il congresso e lo faremo, perché il partito non è solo di Renzi e dei renziani di più stretta osservanza”. Roberto Speranza strappa applausi quando dal palco del ‘Centro Congressi Frentani’ a Roma afferma: “Mai più un Parlamento di nominati. La sentenza della Consulta li aumenta e questo è un paradosso e a questo cosa dice il Pd? Fa Finta di non vedere. I Deputati devono essere legati al territorio, invece se i deputati rispondono solo al capo che ti garantisce di fare il capolista, così – arringa Speranza – si costruisce un partito di servi”. E lasciando la sala Speranza, candidato alla segreteria del Pd ribadisce la richiesta del congresso del partito: “lo abbiamo detto in mille occasioni”.

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