“Non ne sapevo nulla”. Così, in sintesi, ha risposto Martin Winterkorn alle domande della commissione parlamentare d’inchiesta sul dieselgate, predisposta dal Bundestag. L’ex amministratore delegato del gruppo Volkswagen ha dunque negato, ancora una volta e in sede ufficiale, di essere venuto a conoscenza dello scandalo prima della sua deflagrazione, negli Stati Uniti.

Davanti alla commissione, incaricata di chiarire i rapporti del Governo tedesco con i lobbisti dell’auto (per accertare le responsabilità legali dei dirigenti Vw indaga invece la procura di Braunschweig), Winterkorn ha dichiarato: “ho sempre avuto un dialogo con i miei collaboratori, non capisco perché nessuno mi abbia spiegato la situazione in modo chiaro e tempestivo”.

L’ex numero uno Vw ha anche aggiunto di non essere ancora “riuscito a capire come una cosa del genere possa essere capitata ad un’azienda così focalizzata sulla qualità“, quale si vantava Volkswagen fosse sotto la sua guida.

La tesi della non conoscenza della situazione portata avanti da Winterkorn, tuttavia, è stata più volte messa in dubbio (anche recentemente) dalle dichiarazioni di alcuni dipendenti della filiale americana fatte alle autorità statunitensi, secondo cui Herbert Diess (tuttora membro del consiglio d’amministrazione) e lo stesso Winterkorn sarebbero stati informati delle manipolazioni sulle emissioni fin dal luglio 2015. Più di un anno prima che scoppiasse il caso.

L’ex ad Vw, infine, ha ammesso come la decisione di dare le dimissioni sia stato “il passo più difficile” della sua vita, e ha chiesto ancora scusa ai milioni di clienti rimasti delusi dalla Volkswagen.

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