Dopo Ford e Fiat Chrysler anche la giapponese Toyota, la più grande casa automobilistica mondiale, ha annunciato un maxi investimento negli Stati Uniti: 10 miliardi di dollari in cinque anni per incrementare la produzione dei nuovi modelli della Camry. La decisione è stata annunciata dal presidente Akio Toyoda a margine del Salone dell’auto di Detroit, dopo che la settimana scorsa il presidente eletto Donald Trump aveva annunciato in un tweet l’imposizione di pesanti dazi doganali se il costruttore auto avesse mandato in porto il progetto di produrre a Baja, in Messico i modelli Corolla per il mercato Usa.

La stampa giapponese ha commentato la notizia scrivendo l’unico scopo è assecondare la richiesta del futuro inquilino della Casa Bianca. Non è certo un caso, del resto, se a pochi giorni dall’insediamento tutti i maggiori gruppi del settore si affrettano a rivedere le decisioni relative all’avvio o al potenziamento di impianti fuori dai confini statunitensi. Lunedì è stato il turno di Fca, con seguito di ringraziamenti incrociati tra il tycoon e il numero uno del gruppo Sergio Marchionne. Il vice presidente di Toyota Usa Bob Carter, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla necessità di “assecondare le domande di Trump”, si è comunque limitato a dire che il gruppo intende puntare sul ‘futuro’ e che l’azienda non cambierà i piani di investimento in Messico.

Toyoda per l’occasione ha ricordato che l’azienda impiega 136mila dipendenti negli Stati Uniti e che ha investito nel Paese 22 miliardi di dollari negli ultimi 60 anni. Parte dei nuovi investimenti serviranno per l’ammodernamento generale delle linee di produzione, una nuova sede operativa per il Nord America nel Texas e lo sviluppo di progetti legati all’intelligenza artificiale, oltre alla produzione dei modelli Camry (la macchina più venduta negli Stati Uniti) nello stabilimento del Kentucky entro fine anno.

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