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Anis Amri: Berlino

L’ultimo in ordine di tempo è Anis Amri, 24 anni, tunisino che con un tir si è lanciato, lunedì 19 dicembre, contro la folla che si aggirava negli stand del mercatino di Natale nella capitale tedesca. Il tunisino, sbarcato nella primavera 2011 a Lampedusa, fu arrestato dai carabinieri il 23 ottobre 2011 nel centro di accoglienza di Belpasso, nel catanese: con altri 4 immigrati aveva appiccato il fuoco nel centro e aggredito un operatore. Fu condannato a 4 anni di reclusione per danneggiamento a seguito di incendio, lesioni, minaccia, appropriazione indebita. Da qui inizia una vicenda di detenzione segnata da numerosi episodi critici: “Era segnalato e tenuto sotto stretta osservazione come un detenuto violento e riottoso”. Violento, pronto a soffiare sul fuoco della protesta, secondo diverse ricostruzioni poco religioso, ma da un certo punto in poi incline a comportamenti sospetti, assimilabili a quelli di un soggetto che medita un percorso di radicalizzazione e manifesta forme di adesione ideale al terrorismo di matrice islamica. In Germania è arrivato nel febbraio 2015. Era noto alle agenzie di sicurezza tedesche ed era in contatto con militanti islamisti in Nord Reno-Westfalia. Aveva inoltre fatto richiesta di asilo in Germania, domanda che però che era stata respinta a luglio. I tentativi di rimpatriarlo in Tunisia, tuttavia, erano falliti perché non aveva documenti di identità e le autorità di Tunisi avevano messo in dubbio che si trattasse di un cittadino tunisino. L’uomo si era spostato dal Nord Reno-Westfalia a Berlino a febbraio del 2016.

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Terrorismo, da Berlino a Charlie Hebdo: gli assassini del Jihad avevano tutti un passato criminale

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