Poco meno di un anno fa quattro nuovi elementi chimici e la proposta comparsa su Nature di dedicare a Primo Levi uno degli elementi con il nome Levium. Ma nessuno dei quattro porterà il nome ispirato allo scrittore e chimico italiano, autore di Se questo è un uomo e La tavola periodica, considerato uno dei più bei libri mai scritti sulla chimica.
L’idea era stata lanciata lo scorso gennaio dal divulgatore scientifico britannico Philip Ball in un articolo sulla rivista scientifica ed era stata poi sostenuta da una petizione online. Gli appelli, però, non devono aver convinto gli scopritori dei nuovi elementi, che per le loro new entry hanno proposto altri nomi, come quello di un fisico nucleare russo e altri ispirati alla geografia dei loro Paesi di origine, che richiamano alla mente il Giappone, Mosca e il Tennessee.

A ufficializzarne la scelta, dopo mesi di dibattito, è l’Unione Internazionale per la Chimica Pura e Applicata (Iupac), che in una nota ammette: “Ci sono stati molti commenti da parte del pubblico. Oltre a pareri pienamente concordanti, abbiamo ricevuto suggerimenti per altri nomi, in alcuni casi accompagnati anche da petizioni sottoscritte da molte persone. In ogni caso non abbiamo potuto accogliere queste indicazioni, dal momento che le attuali linee guida stabiliscono che solo gli scopritori hanno il diritto di proporre nomi e simboli“. E così è stato. Il nuovo elemento 113, ottenuto dai ricercatori nipponici dell’Istituto Riken, si chiamerà Nihonium (Nh) dalla parola giapponese Nihon che indica il Paese del Sol Levante. Gli elementi 115 e 117 si chiameranno Moscovium (Mc) e Tennessine (Ts), dal momento che sono stati scoperti da una collaborazione internazionale a cui hanno partecipato l’Istituto congiunto per la ricerca nucleare a Dubna, in Russia, e l’Oak Ridge National Laboratory con la Vanderbilt University del Tennessee. Infine, l’elemento 118 che chiude la settima riga della tavola periodica si chiamerà Oganesson (Og), in onore del fisico nucleare russo Yuri Oganessian.

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