Prima della Scala a Milano con l’opera Madama Butterfly di Giacomo Puccini. Un evento simbolo per la città come confermano anche i milanesi che non hanno partecipato in prima persona: “E’ imperdibile anche solo da guardare in galleria, perché la Scala è la vita di Milano”. Tuttavia, quest’anno, a causa della crisi di governo dopo l’esito del referendum, non sono presenti i politici di livello nazionale, presidente della Repubblica Sergio Mattarella compreso. E proprio di referendum si continua a parlare a Milano, una delle poche città dove il Sì ha prevalso sul No. “Noi siamo i cosiddetti poteri forti – spiega una signora residente in centro – Il voto del Sì è soprattutto delle persone che hanno voluto mantenere un certo status sociale. Più che votare la riforma, abbiamo votato per mantenere il nostro posto al caldo”. Dello stesso avviso anche chi non vive in centro: “La Milano bene è sicuramente a favore di Renzi e quindi il voto per il Sì è stato un voto delle élite”. I dati elettorali confermano questa tendenza: se si considera solo la Zona 1 (quella del centro) il Sì è arrivato al 65%, contro il 51% di tutta la città. Intanto fuori dalla Scala prima che iniziasse l’opera, centri sociali e sindacati di base hanno protestato contro precariato e disoccupazione. “Ci sono due mondi divisi – spiegano due passanti – Da una parte chi va alla Scala e non sente i problemi del Paese e dall’altra chi rimane fuori”

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