Un’inaugurazione degna di nota per l’edizione romana del Brain at work, il “Festival dei talenti e dei futuri professionali”. Al Centro Congressi Frentani infatti, i collettivi studenteschi della Sapienza non si sono fatti attendere. Una cinquantina di studenti è entrata per contestare la kermesse che ha l’obiettivo di “favorire le politiche di recruiting e contrarre i tempi di inserimento lavorativo per i neo laureati”. Un progetto ambizioso, in un periodo in cui parlare di lavoro significa fare i conti con i 201.363 contratti a tempo indeterminato bruciati nei primi mesi del 2016 (dati Inps). “Consegno il mio curriculum, e poi? – si chiede Giuseppe, studente di Fisica – Per lavorare gratuitamente, uno stage o un tirocinio non pagato, per entrare in un mondo del lavoro senza diritti e senza tutele, con contratti d’apprendistato a 3 euro l’ora per 8 ore al giorno, senza che vi sia l’ombra di un salario dignitoso ma solo lo spettro di un rimborso?” di Maurizio Franco, Maria Panariello e Leonardo Filippi

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